lunedì 25 marzo 2019

UN FILO DI SETA


di LUIGI MARIANI 




I busti di Agostini Gallo e Camillo Torello incastonati nel portale de Comune di Bassano Bresciano.  Gallo e Torello sono con ogni probabilità  i due agronomi più rappresentativi del rinascimento italiano perchè seppero coniugare razionalità agronomica e spirito innovativi.       (Foto Luigi Mariani)



SETA (Scienze E Tecnologie per l'Agricoltura) è un'associazione che stiamo costituendo con la finalità di promuovere l’innovazione in agricoltura attraverso lo sviluppo scientifico e tecnologico e la difesa della libertà di ricerca.



Questo gruppo ha deciso di darsi come nome SETA (Scienze E Tecnologie in Agricoltura) che evidenzia da un lato la robustezza di un filo di diametro minuscolo e dall’altro la capacità di creare un tessuto di relazioni in grado di diffondere un’idea nata da gente libera e che ha come denominatore comune la fiducia nel metodo scientifico e nella capacità di affrontare e risolvere i problemi con approcci quantitativi.
Galileo nel Saggiatore scriveva: "Se il discorrere circa un problema difficile fusse come il portar pesi, dove molti cavalli porteranno più sacca di grano che un caval solo, io acconsentirei che i molti discorsi facesser più che un solo; ma il discorrere è come il correre, e non come il portare, ed un caval barbero solo correrà più che cento frisoni." 
Ecco, l’agricoltura è un problema difficile, molti essendo i livelli di approccio alla stessa e proprio per questo noi dobbiamo imporci di essere più che mai come il caval berbero
Come primo spunto di riflessione evidenzio che non ha a mio avviso senso rifiutare un concetto di sintesi come quello di sostenibilità nei suoi aspetti economici, sociali e ambientali per lasciarlo nelle mani di coloro che volgono il loro sguardo unicamente al passato. Occorre tuttavia che tale concetto sia espresso in termini quantitativi confrontando tecnologie diverse e partendo dall'idea che la sostenibilità è un concetto relativo: nell’idilliaco (per alcuni) paleolitico la sostenibilità per il nostro Paese prevedeva la presenza di una popolazione umana di poche migliaia di individui perennemente affamati e con speranza di vita inferiore ai 30 anni mentre oggi grazie alla tecnologia (abitazioni, vestiario, cure mediche, alimentazione, ecc.) ospita 60 milioni di individui con speranza di vita di oltre 80 anni. 
Segnalo infine la necessità non solo di disporre di strumenti di analisi efficaci ma anche di adottare linguaggi adatti al grande pubblico. Ciò in quanto è necessario confrontarsi con la collettività onde evitare che vengano assunte decisioni di cui la collettività stessa potrebbe pentirsi amaramente in futuro.




Luigi Mariani
Docente di Storia dell' Agricoltura Università degli Studi di Milano-Disaa, condirettore del Museo Lombardo di Storia dell'Agricoltura di Sant'Angelo Lodigiano. E' stato anche Docente di Agrometeorologia e Agronomia nello stesso Ateneo e Presidente dell’Associazione Italiana di Agrometeorologia.

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