sabato 23 maggio 2015

Il letame d' artista di Eataly


di Luigi Mariani


Scopro dalla lettura dell’articolo “La “merda” radical chic sbarca da Eataly” di Francesco Maria Del Vigo (il Giornale qui ) che Eataly nei propri punti di ristorazione e vendita sta commercializzando letame confezionato in lattine dall’accattivante (si fa per dire) etichetta “Real shit – smell the difference – 100% Letame di campagna – per coltivare sul tuo balcone” ed offerto allo strabiliante prezzo di 8,90 Euro per 750 grammi, Questa operazione commerciale si presta a mio avviso a considerazioni di tipo economico, agronomico e culturale.

Sul piano economico possiamo farci un’idea del prezzo del letame consultando i valori di stima dei fondi rustici che la Camera di Commercio di Piacenza pubblica per San Martino (
qui). Più in particolare prendendo l’edizione 2014 dell’opuscolo “Valori di stima delle scorte dotali dei fondi rustici” si vede che il letame maturo (il migliore) è quotato 22 Euro per metro cubo. Applicando un peso specifico di 600 kg per metro cubo otteniamo dunque 22 Euro per 600 kg che equivalgono a 2.8 centesimi di Euro per 750 grammi. Come definire allora un’operazione che moltiplica il prezzo dal produttore al consumatore per 243 volte, aumentandolo cioè del 24272 per cento? Lascio al lettore la scelta del termine più appropriato.

Ma a quale consumatore si rivolge il letame “real shit” di Eataly? In altri termini chi è il “radical chic”, che con “real shit” fa curiosamente rima, e di cui ci parla Del Vigo nel suo articolo? A mio avviso è un cittadino che non ha mai visto letame in vita sua e che si colloca nel filone culturale del “pittoresco”, immortalato tanti anni fa’ da Montesano nell’attempata signora britannica la quale definiva “pitoresco, very pitoresco” la cacca di pecora che si ritrovava nel piatto.
Peraltro questo ci dice qualcosa di più generale e cioè che la cultura urbana, oggi di gran lunga dominante, legge il mondo rurale e la produzione agricola attraverso una sorta di “specchio deformante” di cui la stessa Expo 2015 è per molti versi espressione.

Sul piano agronomico confesso che l’equivalenza letame – shit (ovvero merda) offende
la mia coscienza di agronomo. Ciò in quanto il letame deriva dalla fermentazione in ambiente controllato (idealmente platee appositamente predisposte) di escrementi animali (urine, feci) e di paglie di diversa origine. Tale fermentazione dovrebbe avvenire in ambiente anaerobico e protrarsi per 5-6 mesi per dar luogo ad un prodotto finale, il letame maturo, Il quale una volta distribuito in campo ed interrato con l’aratura esplica la propria azione di concime in tre modi diversi e fra loro complementari. Il letame è infatti fertilizzante (in grado cioè di apportare alle colture un alimento chiave come l’anidride carbonica – effetto Reinau - oltre a modeste ma comunque significative dosi di azoto, fosforo, potassio, macroelementi secondari e microelementi), ammendante (grazie ai colloidi organici di cui è ricco favorisce infatti il mantenimento di quella struttura glomerulare che è la più efficace per l’attività radicale dei vegetali) e correttivo (nel senso che agisce positivamente sua capacità di scambio cationico dei suoli e inoltre agisce sul pH mantenendolo vicino ai livelli di neutralità che sono ottimali per l’attività della microflora del terreno e della gran parte dei vegetali).

Sul piano culturale è d’obbligo anzitutto ricordare che “letame” deriva dal latino laetamen, da laetare «concimare». Sempre da laetare trae origine il termine laetus «lieto», in origine «fertile» (
qui). Questa etimologia rende ragione del fatto che l’importanza del letame fosse un tempo percepita dalla collettività nel suo complesso, come attesta del resto Omero nell’Odissea (ritorno di Ulisse ad Itaca), quando a proposito del fedele cane Argo scrive che “Negletto allor giacea nel molto letame / Di muli e buoi sparso alle porte innanzi, / Finchè, i poderi a facondar d’Ulisse, / Ne togliessero i servi.”
L’importanza del letame è poi attestata dagli agronomi antichi, Columella in primis, e costantemente riaffermata dagli agronomi di epoche successive, fino i giorni nostri. “Il letame è ristoro della terra affaticata” scrive Camillo Tarrello da Lonato (1513-1573) nel suo “Ricordo d’agricoltura”, testo nel quale per la prima volta si propugna una rotazione che ha al proprio interno il trifoglio violetto, coltura foraggera che incrementa la fertilità sia perché apporta azoto tramite gli azotofissatori simbionti sia perché è un ottimo alimento per il bestiame grosso, il che si traduce in più letame prodotto e quindi in maggior fertilità per il terreno.
Per quanto riguarda gli aspetti culturali salterò invece a piè pari il parallelo fra l’operazione “Real shit” e l’operazione “merda d’artista” di Piero Manzoni, di cui si parla già ampiamente nel succitato articolo de “Il Giornale”.


In conclusione, con questo mio breve escursus ho provato a segnalare aspetti spesso trascurati del nostro rapporto con il letame e che potrebbero tradurre l’operazione Real shit di Eataly (pur con tutti i limiti che la caratterizzano) in un’occasione per far riflettere il cittadino sul ruolo dell’agricoltura nella chiusura del ciclo degli elementi (carbonio, azoto, fosforo, potassio, ecc.).
Ciò non toglie che i miei antenati agricoltori, che di aneddoti volti a mettere in luce la radicale “stoltezza” del cittadino ne avevano parecchi, avrebbero riso di gusto per queste stravaganze dei radical chic urbani, e credo che ancor oggi una risata liberatoria sia forse il modo più efficace per chiudere questa partita.




Luigi Mariani
Già docente di Agronomia e Agrometeorologia all'Università degli Studi di Milano, è attualmente condirettore del Museo Lombardo di Storia dell'Agricoltura di Sant'Angelo Lodigiani.

2 commenti:

  1. Davvero divertente! La risata c'è stata, ma è stata seguita da una profonda tristezza. Come non cogliere i questa stravaganza la fine del buon senso? Tutti parlano di EXPO come di un'occasione per farci conoscere al mondo: verrebbe da dire "non facciamoci conoscere"!

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    1. Gli Americani, almeno credo, sono straordinari e si inventano di tutto pur di fare commercio. Cerchiamo comunque di fare un analisi corretta o quanto meno informata.
      Ho già inserito un commento ma poichè credo ci siano state difficoltà riprendo l'argomento. Dalle informazioni sul sito http://www.real-shit.com/it colgo si tratta di letame maturo di 9 mesi di mucca e gallina. Le informazioni per me sono troppo poche perchè vorrei sapere la provenienza di quelle materie prime. Mi spiego meglio se il composto ottenuto è compost biodinamico ottenuto grazie a materie prime di qualità (letame di mucca con corna che siano state in alpeggio allevate naturalmente senza ormoni o altre sostanze chimiche) e paglia senza diserbanti chimici magari di alta montagna. Se le materie prime sono di qualità allora mettendo insieme azoto(letame) e carbonio(paglia) in un certo modo e facendo "fermentare" in maniera equilibrata con i preparati biodinamici cosidetti da cumulo tutto l'insieme e tenendo sotto controllo il processo per circa un anno. Il risultato è un ottimo compost biodinamico che per esperienza posso dire agisce come concime e non solo sul terreno in maniera straordinaria. Ad ogni modo anche eseguendo tutto questo processo 750 grammi a quel prezzo è una cifra esorbitante e credo si tratti di operazione commerciale che certo può far leva sui meno informati come tutte le cose daltronde. Mi dispiace però vedere come con la scusa del biologico o biodinamico si vendano dei prodotti che sembra facciano miracoli a prezzi esorbitanti. Mi permetto di dire che personalmente ho nessun dubbio sull'efficacia delle biodinamica e sulle intenzioni e sullo scritto di R. Steiner ma credo che tali pratiche vadano diffuse in altra maniera senza dare prodotti finiti al consumatore. Voglio che venga illustrato a tutti come ottenere un compost di un certo tipo diremo biodinamico che a tutti venga data la possibilità di conoscere e di fare se lo desidera. Se qualcuno poi vuole il prodotto pronto in base al livello di coscienza e di informazione saprà sicuramente valutare al meglio se rivolgersi a certi prodotti o meno.
      R. Steiner ha comunque anticipato che quando si lavoro su certi piani è possibile anche il manifestarsi di certe operazioni ma è inevitabile che succeda aimè.
      Io ringrazio chi mi illustra chi mi da conoscenze chi mi porta testimonianza di quanto ha sperimentato realmente. Grazie a tutt@.

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