martedì 15 gennaio 2019

BIO: CONTROLLORI E BOSSOLI DI LUPARA

 di ANTONIO SALTINI





Ho letto con sommo interesse la REPLICA AL DOCUMENTO "CONTRIBUTO TECNICO-SCIENTIFICO ALLA DISCUSSIONE" che la Federazione italiana dell'agricoltura biologica e biodinamica ha diretto agli autori del testo, redatto da un gruppo di prestigiosi docenti e indirizzato al Senato della Repubblica in occasione della discussione del progetto di legge, già approvato dalla Camera, dal titolo Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell'acquacoltura con metodo biologico.
Ho letto e riletto: ma nel vuoto pneumatico alla temperatura di 0 Kelvin non è facile comprendere. Il nulla è, per definizione, incomprensibile. I diligenti scrivani ripetono che sussisterebbero dati sulle strepitose produzioni unitarie del biologico italiano, che tutti dovrebbero conoscere, ma che mai nessuno ha avuto la compiacenza di pubblicare. Per deviare il discorso dall'Italia si transita, con abile gioco di prestigio, in Svizzera. Viene, quindi, fornito un indirizzo internet, che Google, seppure ermeticamente, suggerisce di non raggiungere. Perché rischiare i delicati meccanismi del computer? L'intervento del riparatore può costare oltre 100 €.

Il problema è, peraltro, del tutto irrilevante: quale veridicità attribuire a dati il cui controllo sia affidato a ispettori pagati dal controllato: una situazione equivalente a quella dell'immaginaria facoltà del giudice di presentare la parcella a quello dei contendenti di cui ha sancito la vittoria processuale.

Siccome, ormai, il diploma di "biologico" è attribuito alla quota verosimilmente preminente delle arance di Tinacria, la sicumera degli adepti del signor Carnemolla di disporre di dati "certificati e garantiti" mi ha ricordato una diapositiva scattata a Scordia, terra del migliore Tarocco siculo, qualche tempo addietro. La accludo. 

Nell'espressivo linguaggio delle campagne siciliane, due messaggi sul cancello di un giardino di agrumi nelle campagne di Lentini. L'arancia trafitta informa che la produzione è già stata venduta, che quindi la visita di sensali e mercanti non è gradita, le cartucce da lupara avvertono che chi entrasse per ragioni diverse da una trattativa commerciale sarebbe accolto come intruso indesiderato. Da: Saltini A. I cento volti di Trinacria. Viaggio fotografico nella Sicilia agricola. Spazio Rurale, Roma, 2004, pag. 75. 


Immaginate il rigorosissimo ispettore "bio". E' siculo "macara iddu" (anche lui), capisce perfettamente il significato dell'arancio infilzato e dei bossoli di lupara: "L'agrume è venduto. Non importunate!" Dovrebbe controllare la presenza di contenitori di antiparassitari. E' certo che se oltrepassasse quel cancello commetterebbe l'importunità più grave: perderebbe un cliente, il padrone lo licenzierebbe. E' incerto, peraltro, sull'impiego della lupara: dubita che gli sparerebbero in fronte, ma il sibilo della lupara è agghiacciante anche se il tiratore, sapendo maneggiare lo strumento, gli tirasse 20 centimetri al di sopra della coppola. Tra Lentini e Scordia di notte si spara: lo scrive chi ha trascorso la notte in un piccolo "giardino" di proprietà di un pensionato della fedelissima Arma della Nazione. Per discrezione non cito nome e cognome, entrambi tipicamente catanesi.

Mi chiedo quale sarebbe la reazione personale della suprema autorità di tutti gli ispettori "bio", il signor Carnemolla: Dato il cognome, ciascuno lo immagini nella situazione. "Nomen est omen" sentenziavano i latini: nel tuo nome è scritto il tuo destino.

Eppure vanta il titolo storico di essere il primo dirigente di un organismo "nazistalinista": le sue legioni raccolgono i bio, moltiplicati dalle elargizioni degli assessorati regionali di matrice ex-comunista, e i biodinamici, i devoti di Steiner, che, per non smascherarsi, proclamano di non avere mai letto i volumi del maestro, siccome dichiarando di conoscerli riconoscerebbero di avere appreso che al mago sloveno le verità essenziali sul Cosmo e il suo popolamento le avrebbe rivelate, personalmente, il "Grande guardiano della soglia" che più di una peculiarità consente di identificare con Satana, che il mago definisce, come i teologi cristiani, un cherubino, evitando di aggiungere l'attributo "maledetto" (L'iniziazione Come si conseguono conoscenze dei mondi superiori? Editrice antroposofica, Milano 1971, pag. 156 e segg., 171 e segg.).

In un volume diverso il veggente dedica pagine senza fine al ruolo di Lucifero nell'evoluzione delle razze umane, quelle "superiori" e quelle "inferiori", destinate a costituire la massa di schiavi utilizzata dalle prime fino alla consunzione poi eliminata: il fondamento "teosofico" dei Lager nazisti. (Scienza occulta, pag. 210 e segg.). Perché non rivestire i "consulenti" biodinamici della divisa delle S.S.? Nella società italiana attuale mieterebbero successi travolgenti tra i milioni di femmine rivestite rigorosamente in nero e obbligatoriamente accompagnate da un cane, che sarebbe congruo sostituire con doberman della tuttora florida scuola di addestramento del corpo delle S.S., il cui supremo Kommandant, Himmler (dieta steineriana), era stato, notoriamente, il più solerte ispettore agrario: un autentico precursore, sig. Carnemolla!



 


Ma siccome rispondere alle inesistenti statistiche suggellate da ispettori che, anche relegando i bossoli di lupara a un'isoletta che un tempo ricolmava di arance New York e Londra, non è agevole ritenere ligi ai compiti loro affidati dal signor Carnemolla, concludo ricordando al medesimo che questo blog ha pubblicato decine di articoli sul castello di carta (si parla di cartamoneta) costruito dagli assessorati di matrice ex-comunista a beneficio dei produttori bio per assicurarsene i voti (verosimilmente una delle ragioni degli strepitosi successi del PD alle ultime tornate elettorali). A quegli articoli sono seguite centinaia di lettere, molte fieramente insolenti, nessuna in grado di argomentare una sola obiezione alle asserzioni degli autori (agronomi, climatologi, biologi), tutte, sistematicamente, prive di firma. Chiunque, sfogliando il blog, le può consultare.

L'italiano scrive sui muri, ma non firma lettere di protesta. In tre quarti dei paesi civili viene considerato un vigliacco. Non è vero: è persona dalla coscienza adamantina: quando è consapevole di sostenere una causa inconsistente o, addirittura, falsa, evita di corredare la manifestazione della propria nullità morale di un nome e un cognome. 




 
Antonio Saltini 
 
Ex docente di Storia dell'agricoltura all'Università di Milano, giornalista, storico delle scienze agrarie. Ha diretto la rivista mensile di agricoltura Genio Rurale ed è stato vicedirettore del settimanale, sempre di argomento agricolo, Terra e Vita. E' autore della Storia delle Scienze Agrarie, opera in 7 volumi, in italiano e inglese.

17 commenti:

  1. Interessante vedere come gli storici spesso riescono nel gioco tipico del rimescolamento dei fatti e dei dati ad uso di quel che serve al presente e agli obiettivi del momento. Inventandosi collegamenti addirittura dei nazisti con Steiner e stupidate simili. Direi che forse merita il silenzio chi in malafede tradisce la ricerca scrupolosa e pienda di dubbi di chi Storia la studia davvero. Ma interessante forse è invece la risposta alle frettolose e povere dichiarazioni del grande appello di Burioni a cui Renzi e Grillo hanno aderito di cui allego il link. Magari qualche riflessione da curva sud in meno aiuterebbe. https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/20/perche-la-scienza-non-puo-essere-un-dogma/4909134/?fbclid=IwAR2q6euEszgmJuRnibvwDdF77iLUkHGF7J1WMR3tGdHKRVRjohfshY56GUc

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    1. Interessante è anche vedere come si evita sempre, ma proprio sempre, di sviare dal merito: qui il problema è quello che Steiner ha detto (e scritto) e quello che suoi seguaci praticano sulla scorta di quello che ha detto e scritto nonchè quello che i medesimi pretenderebbero fosse legge per tutti.
      L'articolo del Fatto, purtroppo per l'autore, mi pare raggiunga l'obiettivo opposto, cioè avvalorare le tesi di Burioni, e con la discussione che stiamo facendo qui c'entra fino a un certo punto.
      Se poi per certificare la contiguità del nostro con il nazismo pretende una fotografia sulle alpi bavaresi con il baffetto...
      E di grazia, che fa lei nella vita per sparare giudizi di tal fatta sugli storici?

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  2. D'accordo siamo in tempo di carnevale e quindi è lecito commentare mascherandosi e così non si rischia di metterci la faccia e si resta vigliaccamente nell'anonimato.

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  3. Lucio Faragona23 gennaio 2019 10:37

    Egregio dr. Santini, mi presento, mi chiamo Lucio Faragona, sono Agronomo, iscritto all'ordine interprovinciale di Forli-Cesena e Rimini dal 1994,con il n° 249, classe 1964. Ho lo studio a Riccione, in viale Ceccarini n°171, e faccio il libero professionista dal 1994. Mi occupo di vari settori del mondo agricolo, ed ho avuto la fortuna di iniziare a fare il valutatore (non ispettore) nel settore dell'agroalimentare dal dicembre 1995. Se le servisse qualche altro dato per non considerami anonimo mi faccia sapere.
    Ho letto il suo articolo e sinceramente, a parte il disgusto iniziale che mi ha provocato, per la pochezza dei contenuti, la superficialità delle sue argomentazioni, la scarsa conoscenza del settore di cui si permette di parlare senza essersi seriamente documentato, il brutto vizio (ma che funziona sempre in termini di riscontro giornalistico ) di fare clamore facendo credere che un caso singolo ( mi riferisco all'ispettore siciliano), sia la normalità, nonostante mi sentissi profondamente offeso, avevo deciso di dar retta al mio collega Toscano che mi ha passato l'articolo, il quale citando Dante, mi ha detto " rispondergli significa dargli importanza" e quindi inizialmente non volevo rispondere al suo articolo provocatorio.
    Dopo una notte agitata in cui mi tornava continuamente in mente il suo pezzo, ho deciso di farle sapere il mio pensiero, non tanto per me, che conto niente, ma per dar onore al lavoro di centinaia di colleghi che lei ha offeso assieme a me, con il suo superficiale ed infondato pezzo giornalistico. Per farle sapere che ogni giorno, con qualsiasi tempo ci sono tecnici seri e preparati, che siano agronomi, periti agrari, agrotecnici, tecnologi alimentari, veterinari, che si sporcano le scarpe, andando per campi , frutteti , serre, allevamenti , stabilimenti agroalimentari, ecc.. per fare il proprio onesto lavoro, che non si fanno intimidire come vuol far credere lei con una foto ad effetto.
    Come le ho detto faccio il valutatore dalla fine del 1995, ed ho al mio attivo in 23 anni oltre 6.000 audit, di cui almeno 5.500 nel settore dell'agricoltura Biologica, quindi un minimo di esperienze l'ho maturata.
    Premesso che non sono abituato a scrivere articoli giornalistici, in quanto mi trovo più a mio agio con le relazioni tecniche e le perizie e che la mia non vuole essere una difesa di ufficio delle istituzioni come Federbio o del dr. Carnemolla, che personalmente non stimo e di cui non condivido molte delle idee che in questi anni ha portato avanti, cominciamo dal falso giornalistico principale che le ha riportato:
    "Il controllato paga il controllore". Questo è falso. Il tecnico valutatore che va in azienda, è mandato dall'Organismo di controllo pagato dall'azienda agricola o agroalimentare, ma non è un dipendente dell'organismo di Controllo stesso, ma è un "tecnico esterno "con incarico professionale, quindi non è influenzabile. Inoltre essendo un tecnico iscritto ad un collegio o ordine professionale, deve sottostare ad un codice deontologico che lei dovrebbe conoscere, il che gli impedisce formalmente di firmare il falso.
    Sappia che ogni giorno noi "ispettori del biologico" come ci chiama lei, ci troviamo a dover rilevare non conformità che comportano alle aziende anche la sospensione della certificazione oppure la soppressione delle "indicazioni di conformità" con danni economici per le aziende stesse. Non sono situazioni semplici da gestire, in termini di tensione e scontri verbali durante l'audit, nonché di ricorsi fatti successivamente alla decisione della commissione di certificazione. Inoltre dal 2018 sono state introdotte anche le sanzioni pecuniarie sia per le aziende controllate che per gli organismi di controllo, che sicuramente, nel caso di errori commessi dai tecnici esterni incaricati di fare le valutazioni delle aziende, su di questi si rivarranno in sede civile, con delle richieste di risarcimento danni. .....Fine prima parte----segue

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    1. però anche il suo è un caso singolo: capisco la difesa della "categoria" a prescindere, ma ammetterà pure che in generale la posizione degli "ispettori" non si possa certo definire rigorosamente super partes.

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  4. Lucio Faragona23 gennaio 2019 10:37

    Parte II°......Il valutatore conduce un vita lavorativa e professionale, molto scomoda, costretto a continui aggiornamenti professionali, oltre a quelli obbligatori per la propria professione, a lunghe giornate di lavoro solitario, spesso lontano da casa per settimane intere, macinando chilometri su chilometri, in giro per le nostre campagne, con qualsiasi condizione meteo, perché l'incarico preso, va portato a termine entro le scadenze prefissate. Che siano giornate fredde, piovose o nevose, oppure calde ed assolate, si deve andare a svolgere il proprio incarico. Non sa quante ore passate al freddo in giro per campi ed allevamenti mi sono fatto per poi terminare il lavoro al computer, spesso anche a temperature non proprio confortevoli.
    Oppure d'estate a fare campionamenti sui prodotti in raccolta sotto il sole cocente, sudando all'inverosimile, per poter prelevare un campione rappresentativo secondo le direttive ministeriali.
    Ma non mi lamento di questo, perché per fortuna mi piace il mio lavoro e lo faccio con soddisfazione, cosciente che ci sono lavori peggiori e mi ritengo fortunato perché posso ammirare ogni giorno le meraviglie dei nostri paesaggi agrari.
    Veniamo ora al caso "teorico" da lei citato dell'agrumeto siciliano con i bossoli e le arance infilzate sulle inferiate del cancello a monito. Ricordando che il valutatore , che può entrare solo se accompagnato dal titolare dell'azienda o da un suo delegato, se l'operatore o il suo delegato negasse l'accesso al terreno, sia in maniera velata che esplicita, il valutatore sarebbe costretto a redigere un verbale negativo, rilevando la non conformità di grado maggiore prevista, cioè l'infrazione, per impedito accesso in azienda, il che comporta l'immediata sospensione dell'operatore e di conseguenza l'impossibilità di certificare. Nel caso di rifiuto da parte dell'azienda di firmare il verbale di audit con tale parere negativo, questo verrebbe spedito all'azienda stessa via PEC o raccomandata AR.
    Le sue affermazioni relative a Rudolf Stainer, all'agricoltura biodinamica, ad Himler ed al fascismo, sono fini a se stesse, e quindi non meritano nemmeno una replica vista la pochezza del contenuto.
    Infine la invito a muoversi dalla sua stanza comoda e confortevole ed a seguirci per qualche giorno, in qualche verifica ispettiva, come invitato dall'azienda, per poter vedere come si svolge veramente il nostro lavoro. In tal modo si eviterebbe delle brutte figure, emettendo giudizi infondati.
    Lucio Faragona
    dottore agronomo

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    1. La replica del prof. Saltini https://agrariansciences.blogspot.com/2019/01/un-sasso-nel-pollaio.html

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  5. Buongiorno, sono Doriano Giulianini, agronomo ed ispettore. Condivido quanto scritto da Lucio Faragona. Aggiungo solo un appunto: chi si occupa di storia dovrebbe consultare le fonti ed informarsi sui fatti, Paolo Carnemolla, presidente di Federbio con gli ispettori non c'entra nulla come con gli organismi di Controllo, si documenti per favore ed eveti chiacchiere da bar.

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    1. Si trovano pochi esempi che un controllore sia pagato da un controllato. Ecco voi siete in questa condizione e noi dobbiamo credere che voi sputiate sempre nel piatto dove mangiate? Ma mi faccia un piacere diceva Totò!!!!

      Inoltre che controllori siete se certificate un processo che dura 12 o sei mesi con una visita annuale e non certificate la qualità del prodotto che è quella che i consumatori credono che il vostro controllo certifichi?

      Dato che siete agronomi come me non mi direte che un processo determini automaticamente la qualità vero? Se affermate questo io posso sempre pensare che il diploma di laurea l'abbiate ricevuto come gadget trovato in un detersivo.

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    2. Lucio Faragona25 gennaio 2019 19:07

      Caro Collega, è lei ancora non capisce o le fa comodo non capire..... noi non siamo pagati dalle aziende che controlliamo ma da un ente terzo controllato a sua volta va MiPAAFT, regioni e Accredia.
      Anche lei parla senza conoscenza di e mi dispiace molto per la poca stima che ha dei suoi colleghi.
      Lucio Faragona

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    3. Caro collega non cerchi di usare i fumogeni.

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    4. @ Doriano Giulianini
      dunque: è d'accordo con le affermazioni di Paolo Carnemolla, tipo:
      -Per questo difendiamo la legge sull'agricoltura biologica già approvata dalla Camera a larghissima maggioranza e difendiamo gli agricoltori biologici anche dagli attacchi strumentali, faziosi, disinformati e disinformanti di chi, come i firmatari del documento, dichiara apertamente di ritenere questa forma di agricoltura normata dall'UE un pericolo per l'umanità, oltre che per i cittadini italiani.
      -Dunque, se il sistema di certificazione del biologico funziona male la responsabilità primaria è degli enti con funzione pubblica e delle Autorità pubbliche, comprese le Regioni, che il sistema governano e vigilano.
      -I 300 firmatati insistono nel sostenere che le rese produttive dell'agricoltura biologica sono drammaticamente inferiori a quelle del convenzionale, riproponendo dati che se anche fossero reali (1,5 t di frumento per ettaro) non rappresenterebbero in alcun modo la realtà dell'agricoltura biologica italiana, quando questa è praticata correttamente e su terreni convertiti al biologico da un numero congruo di anni.
      -CdS:Caro direttore, qualcuno dice che l’agricoltura biodinamica è una pseudo scienza. Ma non si limita a dirlo, sta passando al boicottaggio delle iniziative dell’agricoltura biodinamica nel campo della ricerca e nel mondo accademico. Perché tanta ostilità? Sarebbe comprensibile se venisse da quella parte del mondo industriale responsabile di squilibri degli ecosistemi così gravi da rappresentare una minaccia per la sicurezza alimentare, che tanto vuole difendere i profitti ricavati dall’uso di pesticidi, teme il diffondersi dell’agroecologia, incurante degli squilibri causati agli ecosistemi che rappresentano una minaccia per la sicurezza alimentare. Non è comprensibile che il pensiero scientifico voglia escludere pregiudizialmente un allargamento a un campo diverso, quello della biodinamica, che offre risultati interessanti: un’esperienza quasi secolare, positiva per la salute dei terreni e per quella dei consumatori.

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    5. Doriano Giulianini

      1° NO! Il sistema di certificazione è solo una "manomorta" creata appositamente per gettare fumo negli occhi dei consumatori e tartassarli con i prezzi raddoppiati se va bene del cibo bio che acquistano e vendendo la panzana che la certificazione è una un suggello di qualità, mentre è solo un suggello di un praticamente incontrollato processo di produzione (un controllo all'anno per giunta concordato non da nessuna garanzia). Nessun processo assicura della qualità finale ed infatti non esiste nessuno studio che abbia decretato la superiore qualità del cibo biologico:
      - § l' American Journal of Clinical Nutrition , il Journal of American Medical Association (JAMA), così come la Stanford University School of Medicine hanno confrontato i prodotti biologici con le loro controparti convenzionali e non hanno riscontrato differenze significative.
      - § Crystal Smith-Spangler e i suoi colleghi hanno esaminato molti degli studi che hanno confrontato alimenti biologici e coltivati ​​convenzionalmente, ed hanno trovato pochissime prove del fatto che gli alimenti biologici siano più nutrienti.
      - § E’ impossibile distinguere con mezzi analitici un cibo prodotto da agricoltura biologica da un altro prodotto con agricoltura convenzionale o integrata.

      COSA CI STA A FARE LA CERTIFICAZIONE? CI STA SOLO PER APPROPRIARSI INDEBITAMENTE DI PARTE DI QUEL 15% DI AIUTI PUBBLICI SUPPLEMENTARI CHE LA COLLETTIVITA' E' OBBLIGATA A SBORSARE. SE NON E' UN TAGLIEGGIAMENTO QUESTO NON SO COME DEFINIRLO.

      Continua

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    6. 2° A proposito della produttività in biologico, se dite che i dati citati non sono validi, perchè non pubblicate voi come si fa in Francia ed in Germania i dati di superficie con annessa produttività in biologico? In 20 anni avete cantato vittoria per le superfici a biologico in aunento (di cui il 70% non produce cibo o se lo produce le condizioni di produzioni sono identiche al convenzionale), ma mai, DICO MAI. avete fatto conoscere le produzioni ricavate da queste superfici. VI VERGOGNATE A TIRARE FUORI I NUMERI? Purtroppo si è obbligati ad andare a vedere in nazioni dove sono un po' più seri di voi e guarda caso le produzioni di frumento biologico francese (da dati di organismi ufficiali tipo Agrimer per intenderci) vanno da un 30 ad un 68% di differenza a scapito del biologico. In Germania poi hanno preso i dati medi della produttività in biologico (anche qui desunti da fonti ufficiali che le hanno dichiarate) e li hanno trasferiti tramite una extrapolazione a tutta la superficie agricola nazionale relativa alle varie specie e questo è il risultato:
      Produzioni di cereali: produzione in calo del 51% (da 47.757.000 a 24.145.114 t)
      Produzione di patate: calo del 63% (da t 47.757.000 a t 24.145.114)
      Produzione di colza: calo del 55% (da 6 milioni di t a 3 milioni)
      Produzione di frutta: calo del 46%
      Produzione di verdura: calo del 34%

      Un'altra prefigurazione in Austria dice che per mantenere allo stesso livello la produzione agricola nazionale se si producesse in modo biologico per il 100%, occorrerebbe 1 milione di ettari in più di superficie agricola...ma che guarda caso non hanno.

      3° Altra considerazione, se voi a parole dite che le produzioni di biologico e convenzionale si equivalgono e se come dicono i dati che il contributo al reddito agricoli degli aiuti comunitari al biologico concorrono ai ricavi agricoli per il 45%, quando invece in convenzionale concorrono solo per il 30%, si dovrebbe assistere ad una corsa da parte degli agricoltori italiani a convertire tutta la loro superficie a coltivazioni biologiche, mentre la realtà dice che tra i produttori biologici esclusivi nostrani vi è praticamente stagnazione in 16 anni di statistiche ufficiali: erano 50.000 nel 2000 e sono diventati 55.000 nel 2016, ma con un calo a 37.000 produttori intorno agli anni 2010/11 e poi con una lenta crescita caratterizzata da un concomitante aumento degli incentivi europei e regionali. Certo a voi certificatori questa evoluzione fa comodo in quanto è molto più facile scambiare dei certificati di derrate biologiche in dogana provenienti importati da un paese con protocollo definito per legge equivalente, con uno vostro. Si può sapere quanto cibo biologico entra in Italia dall'estero? Anche questo è un dato tenuto nascosto in quanto svelerebbe la pochezza quantitativa e unitaria della produzione nazionale.

      TIRATE FUORI DEI NUMERI AFFIDABILI E POI NE POTREMO CONTINUARE A DISCUTERE, FINO A AD ORA DAI VOSTRI TRE INTERVENUTI HO SOLO SENTITO DIRE UN SEMPLICE: "NON è VERO", MA SENZA PORTARE UNO STRACCIO DI DATO A SUFFRAGIO. INSOMMA L'UNICA VOSTRA STRATEGIA E' INNALZARE CORTINE FUMOGENE, MA QUESTO IN QUESTO BLOG PROPRIO QUI NON ATTACCA!!

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  6. contributo alla discussione:
    https://www.ilfoglio.it/gli-inserti-del-foglio/2016/03/14/news/zappe-esoteriche-93744/
    https://www.defendingsteiner.com/pers/Hess.php
    https://www.rudolfsteiner.it/la_vita/biodinamica.php

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  7. Alessandro Cantarelli26 gennaio 2019 16:18

    Domani 27 gennaio viene celebrato il "giorno della memoria". Un libro scritto di proprio pugno da uno dei massimi artefici dello sterminio ebraico è: "Comandante ad Auschwitz", di Rudolf Hoss (ed. italiana di Einaudi). Libro che é stato oggetto di diverse analisi, come quelle di Hanna Arendt ne "la banalità del male". Hoss nel tracciare la propria autobiografia, non manca di descrivere il periodo (assieme ad Himmler ed altri agrari "buontemponi" come il primo), nella Lega degli Artamani. Questi venti-trentenni bravi contadinotti, si rifacevano alle teorie di Steiner (al motto di terra, sole e sangue). Piaccia o no questa è la Storia, quindi non c'è da meravigliarsi che un'Opera che non si capisce perché fino agli anni novanta era un punto di riferimento per tutti gli agronomi italiani, riprenda questi filoni documentabili: la Storia delle Scienze Agrarie del Saltini. Successivamente, con l'avvento dell'era "gastronomica" (ed animalista), assistiamo che anche i migliori testi vengano messe in discussione. Chissà che l'amico toscano richiamato in un post precedente, non fosse pure un ammiratore del fiorentino Pavolini! Che probabilmente non aveva mai sentito nominare di Steiner a differenza del suo sodale Karl Wolff! Il prossimo convegno esoterico agrario, direttamente alla Rocca delle Caminate (Forlì)!

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  8. A chi sostiene che non vi è nessuna relazione tra nazismo e agricoltura biodinamica , invito alla lettura del libro del prof. Enric Kurlander : I Mostri di Hither “Mondadori, 2018”, 600 pagine di cui 200 di bibliografia. Interessantissimo il capitolo: Astrologia e parapsicologia nel Terzo Reich - Radiestesia, antroposofia e agricoltura biodinamica – La teoria del ghiaccio cosmico.

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