sabato 27 novembre 2021

TRE PAROLE

Convegno celebrativo dei 160 anni della Società Agraria di Lombardia e dei 50 anni del MuLSA

di FLAVIO BAROZZI


La grande mietitrebbia simboleggia la rivoluzione introdotta dalla macchina. Il taglio, la trebbiatura e l'insaccamento del frumento erano riuniti in un sola operazione e la macchina svolgeva in una piccola frazione di tempo il lavoro di molti uomini. La mietitrebbia di Benjamin Holt, foto, nello Stato di Washington nel 1907, era stata brevettata venti anni prima.

La mattina del  prossimo 2 dicembre a Milano, nella Sala Napoleonica di Palazzo Greppi, la Società Agraria di Lombardia celebrerà il 160° Anniversario dalla costituzione del suo Comitato Fondatore e contestualmente il Museo di Storia dell’Agricoltura di Sant’Angelo Lodigiano festeggerà il 50° dalla sua nascita. Le due Istituzioni culturali -forti di una consolidata e proficua collaborazione, rinsaldata dall’amicizia che ci lega anche sul piano del rapporto personale- hanno significativamente deciso di operare in sinergia, unificando il momento celebrativo in un Convegno dal titolo “La riflessione storica e l’innovazione scientifica come strumenti per disegnare il presente e progettare il futuro dell’agricoltura”.

mercoledì 24 novembre 2021

IL BIOLOGICO HA COMINCIATO A PIANGERE MISERIA



Uno scandalo venduto per virtù

 

di ALBERTO GUIDORZI

 


 



Il biologico ha cominciato a piangere miseria! Durante le discussioni ed i compromessi che si dovranno prendere per definire la nuova PAC, che tra l’altro dovrà tener conto della volontà di estendere a coltivazione biologica il 25% della superficie europea entro il 2030, si è cominciato ad intravvedere che gli aiuti destinati a questo tipo di agricoltura potrebbero diminuire. Infatti un conto è mettere in bilancio risorse per un 7,5% di agricoltura biologica ed un altro è stanziare soldi per un 25%.

giovedì 18 novembre 2021

LO SPETTACOLO SINGOLARE DELLA VITICOLTURA IN VALTELLINA


 di ATTILIO SCIENZA





Se ci inerpichiamo sul ripido sentiero che porta alla sommità di un vigneto nella Sassella, poco prima della periferia occidentale di Sondrio e ci soffermiamo su un muretto da cui si apre l’orizzonte vasto e verdeggiante del paesaggio della valle dell’Adda verso le Alpi orobiche, ci colpisce il colore cupo delle conifere che contrasta con le vette delle montagne, grige e minacciose, che lo sovrastano. A mezzogiorno, in pieno luglio, il caldo divampa come una fornace, il sole scotta e le rocce arroventate rimandano il calore. Pare impossibile che questi luoghi circa 15.000 anni fa fossero ricoperti da una spessa coltre di ghiaccio. Eppure le testimonianze di un passato algido sono visibili ovunque. Il paesaggio allora era molto diverso e l’azione del ghiacciaio, in perenne movimento, ha lasciato le tracce della sua azione ancora oggi perfettamente riconoscibili, nei terrazzi di deposito dei materiali deposti a diverse quote lungo la pendice, enormi gradini che l’uomo ha sfruttato per insediare i primi vigneti, nel 400, come scrisse Leonardo da Vinci nel Codice Atlantico nel descrivere questa valle (“circundata d’alti terribili monti che fa vini potentissimi e assai”).

lunedì 15 novembre 2021

L’ORDINARIA STORIA DI UN FRUTTICOLTORE ROMAGNOLO

Giancarlo Fabbri, produttore di pesche e nettarine, racconta la sua esperienza di quarant’anni di imprenditore agricolo

 

 

di ERMANNO COMEGNA E FILIPPO DE GRAZIA


 

Impianto fruttifero in fiore. Foto, per gentile concessione, di Condifesa Ravenna.

 

 

Il settore ortofrutticolo italiano rimane forte e competitivo, ma innegabilmente mostra qualche segnale di affanno. Negli ultimi decenni in Italia si sta assistendo ad un cambio di mentalità imprenditoriale anche in campo agricolo, congiuntamente ad una modifica di alcuni paradigmi di tipo strutturale che stanno ridisegnando il settore, facendo emergere sia elementi critici che punti di forza.

sabato 13 novembre 2021

ASCOLTARE GLI ALBERI

di Henry David Thoreau (1817 – 1862)

Recensione di MICHELE LODIGIANI 

 




Nella mia camera di adolescente, come in quelle di tanti altri ragazzi in quegli anni lontani A. I. (Avanti Internet), si alternarono nel tempo diversi “poster”, a testimoniare le passioni che in quell’età incerta si accendono e si spengono con grande facilità. Fra di essi ve ne fu uno che resistette più a lungo degli altri e che staccai dalla parete solo quando abbandonai definitivamente la casa paterna. Esso rappresentava un uomo solitario sullo sfondo di un paesaggio bello e sfumato, con lo sguardo perso verso un orizzonte indefinito. In basso questa frase di Henry David Thoreau: “If a man does not keep pace with his companions, perhaps it is because he hears a different drummer. Let him step to the music which he hears, however measured or far away”, che ad una mia libera e non molto brillante traduzione suona così: “Se un uomo non tiene il passo dei suoi compagni, forse è perché sente un tamburino diverso. Lascialo marciare alla musica che egli sente, per quanto ritmata o distante essa sia”.

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