di MICHELI LODIGIANI
Elementare Watson! Con queste parole Sherlock Holmes introduceva il suo attonito collaboratore alle articolate (e non di rado improbabili) deduzioni che lo portavano a risolvere i piu' complessi fatti criminali. Un'impronta, un capello, un granello di polvere, un odore, un tessuto logoro, uno spago annodato: tanto bastava al piu' classico degli investigatori per ricostruire la scena del crimine e i movimenti dell'assassino, ad intuirne la professione e perfino le abitudini e il carattere, fino a stringere il cerchio che inevitabilmente portava all'individuazione del colpevole.






