di FRANCESCO MARINO
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Tra il richiamo del motto "Fiat Panis" ("Sia fatto il pane") e la realtà dei campi serve un passo deciso: per nutrire un pianeta che cresce di 200.000 anime al giorno, le istituzioni globali devono rimettere al centro l'agronomia applicata, la difesa delle colture e l'innovazione biotecnologica.
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La Giornata Mondiale dell’Alimentazione si celebra ogni anno per ricordare la nascita dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l'Agricoltura (FAO), istituita ufficialmente nella città di Québec, in Canada, il 16 ottobre 1945. Per comprendere la reale portata politica, scientifica e storica di questa ricorrenza non ci si può limitare al racconto consolidato della diplomazia multilaterale, sorta dalle ceneri e dalle macerie materiali e morali della seconda guerra mondiale.
Occorre compiere un indispensabile passo indietro ed esplorare le radici profonde del primo Novecento, quando Roma divenne, quasi per una scommessa visionaria e contro il parere delle grandi potenze dell'epoca, il baricentro originario della cooperazione e della statistica agraria internazionale.