venerdì 15 ottobre 2021

CHE SAPORI E CHE FRAGRANZA LA FRUTTA E LA VERDURA DI UNA VOLTA! MA SARA' VERO?

di ALBERTO GUIDORZI





Premessa

Si sente dire spesso che nel corso degli ultimi 50 anni gli alimenti hanno perduto il 75% del loro valore nutrizionale che, occorre mangiar 100 mele o 20 arance per ingerire la stessa quantità di vitamina C. I broccoli, le albicocche, il frumento, la carne e il latte avrebbero perduto una parte importante del loro valore nutrizionale.
Cosa c’è di vero in questi luoghi comuni oggi tanto diffusi nell’opinione pubblica? Di sicuro una cosa: i ricordi di gioventù che sublimano la realtà remota al punto da renderla del tutto fantasiosa, alimentando così una “fabbrica dei miti” che è vecchia quanto la nostra specie. Per rendersi conto di quanto lontani dal vero siano i ricordi occorrerebbe fare un percorso a ritroso e ricollocare quei frutti e quelle verdure, non molto diversi da quelli di oggi, e in gran parte gli stessi per quanto riguarda la frutta, nel contesto socio-economico di quei tempi. Vedremmo allora quante spine avrebbero queste rose...

giovedì 14 ottobre 2021

LE PESCHE E LE PERE DI ROMAGNA

di LUCA CORELLI GRAPPADELLI

 

 


Foto 1. Esempio di frutticoltura promiscua precedente al BigBang di Massalombarda. Pero di dimensioni mastodontiche, fotografo nel territorio di Faenza. “La frutta (è prodotta) da piante che furono piantate dai nostri vecchi tra i filari di viti o nelle adiacenze delle case coloniche (…) ve ne sono in numero più o meno grande che hanno un'età che varia dai 20 a  90 anni o forse più.” (R. Rondinini, 1927).

Gli inizi

Il pesco è la specie cui si attribuisce, in Romagna, la rivoluzione della Frutticoltura, che si fa risalire agli inizi del ‘900, nei territori di Massa Lombarda e Lugo, in provincia di Ravenna. Adolfo Bonvicini, imprenditore illuminato, e Adolfo Bellucci, titolare della Cattedra Ambulante di Agricoltura di Ravenna, sono i due nomi generalmente accreditati come gli iniziatori di questa rivoluzione. La frutticoltura era già nota e praticata in numerose aree italiane, dal Trentino-Alto Adige al Piemonte, dal Veronese alla Toscana, alla Campania e alla Sicilia, ma in forme nettamente arcaiche rispetto a ciò che si veniva realizzando a Massa Lombarda. La rivoluzione romagnola, nelle parole di Roberto Rondinini – Cattedra Ambulante di Agricoltura di Faenza, fu la trasformazione in sistemi di coltura specializzata delle preesistenti colture promiscue, in cui la vite era “maritata” ad alberi, spesso gelsi – ma anche da frutto, che le davano sostegno nelle alberate.

martedì 12 ottobre 2021

AROMI E SAPORI DI FRUTTA E ORTAGGI: FISIOLOGIA E QUALITA'

Storia e tecnologia ortofrutticola

 

 

Venerdì 15 ottobre 2021 - h 9:00 – 13:00 presso la Sala dei Cavalieri – Castello Bolognini, Sant’Angelo Lodigiano e in streaming sul canale YouTube “Spazio Mulsa in occasione della Giornata mondiale dell'alimentazione, quest'anno dedicata a frutta e verdura, si terrà il Seminario "Aromi e sapori di frutta e ortaggi: fisiologia e qualità, Storia e tecnologia ortofrutticola". Il seminario, organizzato da Museo lombardo di Storia dell'agricoltura, Società Agraria di Lombardia, Associazione Milanese Laureati in Scienze Agrarie e Forestali e Fondazione Giangiacomo Morando Bolognini, si svolgerà presso il castello Bolognini di Sant'Angelo Lodigiano.
Accesso consentito solo con Green Pass sino a capienza dei posti disponibili previa pre-registrazione sul sito www.mulsa.it. L’evento è fruibile anche in streaming sul canale YouTube “Spazio Mulsa”. 

giovedì 7 ottobre 2021

MENZOGNE DEL BIOLOGICO. UN'ANALISI AGRONOMICA - SECONDA MENZOGNA


La natura produce sostanze buone per l’uomo mentre le sostanze di sintesi sono “cattive”

 

 di ALBERTO GUIDORZI e LUIGI MARIANI


 
 
Atropa belladonna è una pianta a fiore della famiglia delle Solanaceae. Il nome deriva dai suoi letali effetti e dall'impiego cosmetico. Il principio attivo della pianta è l'artropina, contiene, inoltre, molti alcaloidi tropanici psicoattivi altamente tossici e potenti, tra cui la iosciamina e la scopolamina. Tutte le parti della pianta sono tossiche, ma le bacche dolci e nero-violacee che sono attraenti per i bambini rappresentano il pericolo maggiore. I sintomi di avvelenamento includono battito cardiaco accelerato, pupille dilatate, delirio, vomito, allucinazioni e morte per insufficienza respiratoria.


I peggiori veleni esistenti in natura sono presenti nelle piante. Si pensi ad esempio ai terribili veleni presenti in Conium maculatum, in Scilla maritima o in Atropa belladonna. O tutti gli antinutrizionali presenti nella fabacee e nelle apiacee di cui l’uomo ha dovuto disfarsi per poterle mangiare.

mercoledì 6 ottobre 2021

I MICROBI DEL SUOLO: VERI ALLEATI DELL' AGRICOLTURA SOSTENIBILE E DELLA QUALITA' DEGLI ALIMENTI

di ANNAMARIA BEVIVINO 
 

                                                                                  (Convegno Fidaf)

  
 Figura 1. Il suolo come risorsa



L’intensificazione dell’agricoltura, il global change, il cambiamento climatico su scala mondiale, e problemi socio economici, quali il boom demografico e la globalizzazione dei mercati, stanno imponendo un impatto crescente dell'impronta umana sulla Terra. La risorsa ambientale che sta pagando il prezzo più alto di questa crescita è la risorsa suolo. Un terzo dei suoli mondiali versa già in condizioni di degrado, con una pressione antropica che continua a salire oltre i livelli di guardia generando fenomeni deleteri come erosione, compattazione, impermeabilizzazione, salinizzazione, erosione di materiale organico e di nutrienti, acidificazione, inquinamento con, tra le altre cose, notevoli implicazioni economiche. 

Printfriendly