di FRANCESCO MARINO
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Fig. 1: Scorcio delle scaffalature storiche presso il fondo antico della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. La vastità del patrimonio librario ottocentesco documenta il contesto conservativo entro cui è custodito il corpus ufficiale dell'Inchiesta Jacini, composto da 15 volumi e 24 tomi, punto di partenza di questa indagine (Foto dell'Autore, 2026). |
L'eredità scientifica di Stefano Jacini nel suo bicentenario
Nel 2026 ricorre il bicentenario della nascita di Stefano Jacini (Casalbuttano, CR, 20 giugno 1826), una delle figure più autorevoli del panorama politico ed economico dell'Ottocento italiano ed europeo. Celebrare questa ricorrenza offre l'opportunità di valutare l'impatto dei progetti di modernizzazione dell'epoca liberale sulla realtà concreta delle campagne. Statista di formazione internazionale, attivo tra Milano, Vienna e la Germania, Jacini intuì che l'unificazione politica del Regno d'Italia (1861) costituiva una struttura giuridica poggiata su una base economica frammentata e prevalentemente agricola. La "questione agraria" non era un semplice settore dell'economia, ma l'elemento centrale per la stabilità sociale e lo sviluppo industriale della nuova nazione.