sabato 14 agosto 2021

" ARMATI DI SCIENZA " - RECENSIONE DEL LIBRO DI ELENA CATTANEO

 di FLAVIO BAROZZI



Lo scorso 8 luglio si è tenuta, presso la Biblioteca di Chiesa Rossa a Milano, una presentazione di “Armati di Scienza”, ultimo libro della prof.ssa Elena Cattaneo, Senatrice a vita della Repubblica Italiana.

Inutile nascondere i sentimenti di ammirazione che chi scrive prova per il lavoro che Elena Cattaneo svolge -tanto a livello professionale che parlamentare- e per la passione verso la Scienza che la anima. Con Elena è nato e si è consolidato un rapporto di personale amicizia, particolarmente autentico e prezioso per chi sa dare all’amicizia i giusti valori della lealtà e del rispetto reciproco.

Il suo libro, dato alle stampe per i tipi di Raffaello Cortina Editore, rappresenta una lettura davvero utile e consigliabile per tutti e nell’interesse di tutti.

Utilizzando un linguaggio veramente alla portata di ciascuno, assolutamente scevro da tentazioni “nozionistiche”, il testo delinea in maniera essenziale ma non superficiale i caratteri fondamentali della dimensione in qualche modo etica e non semplicemente metodologica della Scienza. Ne sottolinea in particolare gli aspetti non dogmatici, l’apertura alla curiosità ed al dubbio, la consapevolezza della fallibilità umana, la serena umiltà del lavoro e dello studio, che sono alla base dei processi di scoperta e di crescita che hanno contribuito ai progressi dell’umanità. Coglie, in particolare, la valenza della razionalità e del metodo scientifico come fattori di apertura verso la libertà per l’individuo e la società. Un aspetto, quest’ultimo, che richiama un altro testo di grande valore, come “Scienza, quindi democrazia” di Gilberto Corbellini, e che conferma come il progresso scientifico sia essenziale in un sistema liberale, che riduca le diseguaglianze e diffonda razionalità e benessere.

“Armati di Scienza” si legge agevolmente: la suddivisione in capitoli consente anche una consultazione “a salti”, permettendo al lettore di affrontare le varie tematiche trattate secondo la sua personale scala di priorità di interesse.

Particolarmente interessante per chi si occupa di cose agricole ed agro-alimentari risulta il capitolo 5, significativamente intitolato “Se naturale non fa rima con salutare”. In esso Elena Cattaneo delinea con chiarezza alcuni aspetti a noi ben noti e da noi particolarmente sentiti. Lo fa con notevole competenza tecnica, frutto della sua innata curiosità scientifica, su cui mi permetto di ricordare un aneddoto personale: quando la incontrai la prima volta, in un seminario organizzato presso la nostra Facoltà di Agraria di Milano, notai con piacere che prendeva appunti mentre i vari relatori parlavano e persino durante il dibattito in sala. Un comportamento tanto corretto e persino normale per una persona razionale ed attenta come Elena Cattaneo, quanto piuttosto inusuale nei “politici di professione”. La competenza nel trattare di cose agricole è anche frutto di un costante collegamento e confronto con esperti del settore (tra cui cito, su tutti ma senza voler fare torto ad alcuno, l’amico Vicepresidente della nostra Società, prof. Luigi Mariani), con gli enti di ricerca e le istituzioni accademiche e culturali, come appunto la Società Agraria di Lombardia che si onora di questo proficuo rapporto di reciproca consultazione.

Più ”sofferti” risultano i passaggi dedicati al rapporto tra Scienza e politica (spesso inesistente, inquinato o strumentalizzato) ed al rapporto tra Scienza ed informazione (a sua volta condizionato da fattori speculativi che non giovano alla correttezza ed alla affidabilità dei messaggi che vengono divulgati). Una prova molto sgradevole di queste criticità si può riscontrare nella lettura dei verbali delle sedute parlamentari relative alla discussione del “famigerato” DdL 988 attualmente in itinere, che delineano una terrificante pochezza nel livello di competenza e nella capacità di analisi critica di alcuni rappresentanti del popolo italiano. Ma anche in alcuni articoli di stampa (pure di testate agricole dal glorioso passato) che sembrano gioire della ventata antiscientifica e tecnofobica che attraversa la nostra società, specie sui temi legati all’agricoltura, senza capacitarsi dei paurosi pericoli che essa comporta.

Purtroppo, se di fronte alla complessità dei problemi da affrontare e risolvere noi rinunciamo aprioristicamente alla conoscenza, alla faticosa ma indispensabile ricerca di nuovi strumenti analitici e cognitivi, saremo sempre più fragili e manipolabili. Più esposti a chi, magari sfruttando a proprio vantaggio il detto di Churchill per cui “la menzogna ha già fatto il giro del mondo prima che la verità sia riuscita ad infilarsi i pantaloni”, saprà strumentalizzare i bisogni e le scelte della società. Saremo meno liberi e più poveri, sia materialmente che intellettualmente.



Flavio Barozzi
Presidente della Società Agraria di Lombardia, istituzione accademica e culturale fondata nel 1861. E' Dottore agronomo libero professionista ed imprenditore agricolo, già coordinatore della Commissione di Studio "Agricoltura sostenibile-PSR" dell' ODAF di Milano, è accademico aggregato all' Accademia dei Georgofili di Firenze. 


1 commento:

  1. Alberto Guidorzi16 agosto 2021 16:13

    Certo che la Senatrice E. Cattaneo deve essere molto colpita nell'animo se nel libro qui recensito mirabilmente dall'amico Flavio ha voluto dedicare un paragrafo (6/5 pag, 126) alla sua vista al Museo della seconda Guerra mondiale sul fiume Po di Sermide Felonica in occasione della mostra dei reperti riportati in Italia dei nostri caduti nella campagna di Russia e disseppelliti dalle fosse comuni di Kirov dai volontari del Museo.

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