redazione AGRARIAN SCIENCES
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È online il numero 8 di Spigolature Agronomiche (Ottobre - Dicembre 2026), la rivista di scienze e cultura agraria diretta da Ermanno Comegna e vicediretta da Francesco Marino, che si presenta ai lettori rinnovata anche nella cura grafica, impreziosita da una nuova e curata impaginazione firmata da Teresa Monaco.
Il nuovo numero torna a offrire una lettura rigorosa, indipendente e lontana dalle semplificazioni mediatiche sulle grandi trasformazioni del settore primario. L'apertura è dedicata ai nodi strutturali ed economici dell'agricoltura italiana, a partire dall'editoriale del direttore e dalla sua analisi dei recenti dati ISTAT che evidenziano gli effetti dell'inverno demografico — con il calo dei coadiuvanti familiari e le crescenti difficoltà nel reperire manodopera — affiancati dalla trasformazione dei modelli d'azienda, dal ricorso all'affitto dei terreni e dalla contrazione della capacità produttiva nelle colture storiche. A questo scenario si lega l'indagine di Flavio Barozzi sulle radici storiche, antropologiche e ideologiche dei pregiudizi e dell'insofferenza che ciclicamente colpiscono gli agricoltori e l'agricoltura produttiva.
Sul fronte agrometeorologico, Luigi Mariani e Gianni Omodeo tracciano un bilancio dell'estate canicolare del 2026, paragonabile per intensità e siccità al 2003, analizzando l'impatto sulle colture estive e l'importanza della gestione razionale delle risorse idriche e dei grandi laghi prealpini. La dimensione sensoriale e culturale del paesaggio rurale viene esplorata da Anna Sandrucci a partire dalla recente controversia sui campanacci in Val Brembana, riflettendo sul delicato equilibrio tra la funzione zootecnica e la percezione del soundscape agrario.
Il percorso tra storia e tradizioni prosegue con il contributo di Osvaldo Failla e Anna Sandrucci sulle origini delle prime biotecnologie casearie e della burrificazione nella Mesopotamia tardo-sumerica, e con l'approfondimento curato da Alessandro Cantarelli all'interno della rubrica La Madia, dedicato al consumo storico delle rane nella Pianura Padana e alla figura tradizionale del ranaio. Chiudono questo denso numero la riflessione etimologica e simbolica sul verbo falciare curata da Anna Sandrucci e Osvaldo Failla, la recensione cinematografica di Michele Lodigiani sul film Il ragazzo che catturò il vento — un’analisi che invita gli adolescenti a mettere alla prova l'ingegno per riscattare l'agricoltura di sussistenza dalla schiavitù meteorologica — e il resoconto del XXXV Congresso dell'Associazione Nazionale dei Musei Scientifici ospitato dal MULSA e dall'Università degli Studi di Milano. Un numero denso e articolato che invita a superare le narrazioni di comodo per analizzare la realtà dell'agricoltura con gli strumenti della conoscenza e della storia.
Il numero 8 di Spigolature Agronomiche è consultabile e scaricabile direttamente sul sito della rivista da qui: www.spigolatureagronomiche.it .

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