venerdì 2 novembre 2018

IL BAGNETTO DELL’ELEFANTE CHE HA SCANDALIZZATO GLI ANIMALISTI. VIVA IL CIRCO E CON GLI ANIMALI!


In difesa della nobile arte circense italiana, contro le menzogne e le barbarie animaliste. Terza parte.

 

 

di ALESSANDRO CANTARELLI




Ipse dixit. “Un circo senza elefanti sarebbe come Amleto senza Amleto. 
E’ un’ipotesi fondata che Sua Maestà pachidermica attiri quasi il 75% del pubblico” 
(Robert Edmund Sherwood, “Here We Again: Recollections of an Old Circus Clown”, 1926).


 (Fig. 1. L’elefantessa Dumbo del circo Amedeo Orfei, ripresa tra il comprensibile stupore dei presenti mentre si concede
 un bagno nel mare di S. Maria del Cedro (Cosenza). Da: youmedia.fanpage.it).
Con l’arrivo dell’autunno, annunciato da un repentino abbassamento termico e dalle prime piogge (tramutatesi in diverse parti d’Italia in vere e proprie alluvioni, con conseguenze purtroppo anche drammatiche),  è così definitivamente calato il sipario anche sull’estate “lunga” 2018. Estate che sarà ricordata, soprattutto nel mese di agosto, anche per altri drammatici accadimenti quali ad es., l’incidente che ha provocato il terribile scoppio sulla tangenziale di Bologna, il dramma dei braccianti di colore impegnati nella raccolta del pomodoro, periti nel giro di poche ore in due distinti incidenti stradali in Puglia. Il sequestro della nave Diciotti con immigrati a bordo, comprensibilmente più in difficoltà a farlo, loro, il bagno, senza tralasciare naturalmente il crollo del ponte Morandi a Genova.
Pescando però tra le diverse notizie e filmati maggiormente postati in rete, che hanno interessato anche i social media nella stagione estiva, oltre ovviamente alle cronache precedenti, non sono mancate –come ogni estate che si rispetti-, quelle più propriamente frivole o ferragostane (queste generalmente servono, nel periodo per antonomasia dedicato alle ferie, per distrarre un poco i vacanzieri dalle cronache quotidiane).
Tra queste ultime, si citano le segnalazioni (con relativo filmato) di avvistamenti di alcuni squali, ripresi qua e la anche in prossimità di alcune spiagge nostrane, con il comprensibile stupore dei bagnanti presenti (ai quali va detto, non è successo per fortuna nulla). Pare infatti che questi avvistamenti, non siano stati sufficienti per ispirare a Steven Spielberg la trama per il proseguo dell’ultima serie de “Lo squalo”.
Tra le notizie stravaganti (perché è di questo che alla fine si tratta), si segnala anche la seguente della fine di agosto, il cui filmato era stato postato parecchio in “rete” (W. App in primis), raggiungendo così l’intero Stivale: si parla del bagno dell’elefantessa Dumbo (o Andra a seconda dei giornali) del circo di Orlando Orfei presso la bella spiaggia di Santa Maria del Cedro (Cosenza), fig. 1.
Tra il comprensibile stupore generale dei presenti (che l’hanno filmata coi telefonini, contribuendo per primi alla diffusione della notizia), che ovviamente non si aspettavano di vedere nella loro spiaggia un pachiderma contento e rilassato, che si rinfrescava al pari degli umani dalla calura estiva. Anche mediante ripetuti spruzzi d’acqua di mare, tramite la lunga proboscide.
I barriti dell’elefantessa Dumbo erano di contentezza e, va dato atto al suo addestratore ed al personale coadiuvante che l’accompagnava (e sorvegliava: si vede chiaramente nel filmato), della sensibilità verso il benessere dell’animale.
Animale ben inteso, che non era assolutamente scappato dal circo (quest’ultimo si trovava attendato nelle vicinanze), come invece “i soliti noti” animalisti, hanno voluto fare credere. Va anche chiarito che nessuno dei bagnanti aveva rischiato nulla.
Infatti se alcune testate –in mancanza di riscontri oggettivi sulle cause-, avevano correttamente riportata la notizia in maniera neutra e senza procurare particolari allarmi, del tipo “elefante si immerge in mare tra lo stupore dei bagnanti”, quelle meno aduse a verificarne le fonti e come in un crescendo rossiniano (di bugie però), invece riprendevano la stessa lavorando di fantasia, con titoli del tipo: “elefante decide di fare un bagno in mare”, oppure “elefante fa il bagno in mare: fuggito o accompagnato?”, così come “elefante scappa dal circo e va a fare un bagno in mare”¹.
E’ quasi superfluo sottolineare che la maggior parte dei media, avevano riportata la notizia con quest’ultimo titolo.
A leggere quegli articoli, veniva in mente la celebre aria del Barbiere di Siviglia (giusto per prendere a prestito l’immagine da un’altra forma artistico-musicale quale l’opera lirica, perché anche il circo è arte e spettacolo nello stesso tempo e realizzato da artisti), la “Calunnia è un venticello” appunto: “Sottovoce, sibilando, va scorrendo...come un colpo di cannone, un tremuoto, un temporale, un tumulto generale che fa l’aria rimbombar”.
Ed infatti è sufficiente confrontare il numero dei post “mi piace” alla notizia riportata sulle testate menzionate (oltre 500.000 in alcuni casi), seguiti da indignati commenti (una vera e propria orda di creduloni!), rispetto ai pochi post e soprattutto alle poche visualizzazioni registrate dal filmato (con relativo commento dell’autrice), caricato dalla ammaestratrice Perla Bortolussi² (brava e promettente domatrice nel panorama circense italiano ed europeo³).
Con questo modo di procedere, una notizia più o meno verificata arriva sul proprio telefonino, ma riceverà dei “mi piace” se confermerà i propri pregiudizi: ricercare la verità degli accadimenti, anche quando la stessa venga correttamente ripristinata direttamente dagli accusati (come è puntualmente accaduto in questo caso), nella loro sequenza (e senza smentite), poco importa per parecchie persone. Hanno semplicemente paura della verità, ed allora preferiscono non ascoltare ragioni (anche se tale comportamento non risulta essere molto intelligente).
Come nelle migliori commedie, non poteva però mancare il colpo di scena. Si è avuto infatti l’intervento del presidente dell’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (AIDAA) Lorenzo Croce che, al fine di giustificare l’esposto alla Procura di Cosenza per maltrattamento agli animali, chiosava: “o questo elefante è fuggito realmente e quindi lo stato di sicurezza della tenuta degli animali di quel circo è gravemente insufficiente (…), oppure come credono oramai in tanti questa è una fuga pilotata, in modo da creare della pubblicità gratuita per il circo (…)”. Quindi aggiungeva: “(…) anche in questo caso (la fuga pilotata, n.d.r) si tratta di un gesto grave, in quanto l’elefante seppure accompagnato dai suoi carcerieri circensi avrebbe potuto creare panico e mettersi in pericolo (…)”, per poi concludere “chiediamo che si facciano verifiche approfondite e si verifichi che non siano stati commessi reati in questa vicenda che sa molto di trovata estiva di circensi in cerca di pubblicità⁴”.
Insomma a leggere quelle parole, sembrerebbe che l’animale fosse fuggito in preda alla disperazione oppure fosse stata una fuga pilotata dai suoi stessi “carcerieri” (il sostantivo utilizzato è il suo). Non gli era sfiorata nemmeno e minimamente, l’idea che il pachiderma fosse invece stato accompagnato dall’addestratore in tutta sicurezza (i circensi è bene ricordarlo, sono i migliori governanti degli animali).
Eppoi una indiretta pubblicità al circo, perché gli dovrebbe arrecare tanto fastidio? Nessuno impone al sig. Croce di andare a vedere lo spettacolo se non è di suo gradimento; egli però dovrebbe accettare il principio che in una società civile vale innanzitutto anche il contrario. E’ molto grave che una sparuta minoranza di animalisti intestarditi, debba impedire agli imprenditori circensi di fare il proprio mestiere, che consiste nell’esercitare la loro nobile arte che da secoli si tramanda di generazione in generazione.
Così come allo stesso tempo alle famiglie, alla rimanente parte della popolazione (che è stragrande maggioranza), non va impedito di andare al circo, attraverso deplorevoli modalità di boicottaggio (per il solo fatto che i gusti degli animalisti non incontrano quelli altrui), quali le manifestazioni di protesta in concomitanza degli spettacoli (tramite la “rete”, gli animalisti di diverse province si danno infatti appuntamento presso lo sventurato complesso circense, che in quel momento si ritrova a fungere da collettore delle provocazioni e degli atti di disturbo). 

Lo stesso può dirsi col danneggiamento dei manifesti pubblicitari, o applicando sugli stessi etichette con frasi ingiuriose ed offensive: risulta altrettanto evidente, che ci voglia un’organizzazione dietro ai suddetti misfatti. Oppure attraverso il fomentare un odio feroce verso il mondo del circo attraverso i media, i social, così come puntuali lettere ai giornali locali⁵ (alcune dal contenuto decisamente demenziale), guarda il caso in concomitanza dell’arrivo di un circo (che dovrebbe invece essere vissuto quasi come una festa, un evento originale, l’apporto di una nota di allegria e colore, nel tessuto quotidiano della città). La pista circense secondo loro rappresenterebbe l’inferno, un luogo dove si torturano gli animali⁶…ma, è bene precisare che questa rappresentazione lo è solo nella loro menti assai contorte (o alterate).
Per fortuna, alcune sentenze di tribunale hanno iniziato a fare chiarezza e confermare, in ultima istanza, la malafede e la meschinità della L.A.V. o di organizzazioni animaliste similari⁷.
Come si può infatti arrivare a pensare, che certe violenze siano sistematicamente perpetrate a danno degli animali nei circhi? Maltrattare un elefante (la cui proverbiale memoria non è il frutto di un semplice detto) o un leone, significherebbe prima o poi condannarsi a morte sicura. Sull’ignoranza e sulle fobie anzidette, si aggiunga solo che è fatto molto grave che una L.A.V. qualsiasi, debba stabilire quale rappresentazione teatrale, quale spettacolo, quale svago siano idonei per la popolazione ed invece quali no. Un’intollerabile coercizione, mediata da una politica poco autorevole, che attraverso cattive leggi (due fra tutte: la legge 189 del 2004 e la n° 175 del 2017; quest’ultima impone il “graduale superamento” degli animali nei circhi), sta determinando l’eutanasia dei circhi.
Cattive leggi si diceva (ma si spera fermamente che prima o poi, possano essere modificate se non addirittura abrogate). D’altra parte si fa contestualmente notare, che magari si scopre che proprio queste leggi siano state volute dagli stessi parlamentari (e/o consiglieri regionali), che ne hanno anche votato di quelle che permettono agli animali domestici, di entrare con i rispettivi padroni nei luoghi (e sui mezzi) pubblici: è già capitato al sottoscritto, di verificare l’effetto del passaggio di un cagnolino in una corsia del supermercato; non è stato un bello spettacolo…!
I suddetti rappresentanti del popolo, sono poi quelli che magari si battono per la legalizzazione delle droghe leggere (come la Cannabis indica ovviamente non o.g.m.!): se questa è civiltà e progresso, allora complimenti! Per queste menti “illuminate”, in ossequio al credo vegano-animalista, un circo che alleva animali esotici, che continua una tradizione, un arte e un mestiere plurisecolari, è invece esempio di inciviltà (sempre secondo loro). Personalmente penso che sia l’esatto contrario.
Ai bambini nati in campagna, si insegnava (ed ancora oggi), di non passare dietro una vacca o un cavallo senza essersi prima assicurati che l’animale non li avesse visti, quindi di usare prudenza se non si voleva rischiare seriamente di prendersi un brutto calcio all’improvviso. Figurarsi quindi al circo, se i professionisti per eccellenza dell’addomesticamento e allevamento animale, possano deliberatamente permettersi di ignorare quelli che sono i presupposti basilari dell’allevamento.
Quanto all’etologia della specie, potrebbero tenere senza problemi delle lezioni agli “esperti” animalisti, che ritengono erroneamente gli addestratori (una volta si diceva domatori), dei sadici incalliti: anche da questo atteggiamento si evince una rappresentazione della realtà, una costruzione mentale animalista non corrispondente al vero⁸⁻⁹.
Per non parlare di quelle frange di delinquenti, che di nascosto aprono i serragli degli animali del circo: all’animale impaurito non resta altro che fuggire, andando spesso incontro a morte sicura (oltre a mettere in serio pericolo l’incolumità delle persone): è stato quello che è capitato alla giraffa Alexandre e alla ippopotamo Aisha¹º⁻¹¹, solo per riportare i due esempi, che avevo già riportato su queste pagine.
Per poi, esattamente un minuto dopo l’accadimento, prendersela con i circensi inventando la storia che l’animale fosse fuggito dal suo serraglio, perché stressato a seguito dei maltrattamenti subiti.
E’ doveroso però riportare all’attenzione di chi legge, il vile sequestro degli animali del Circo di Svezia attendato in Sicilia nei primi mesi del 2017 (direttore Mario Saly, da parecchi lustri rinomato domatore di belve feroci; io stesso avevo avuto la fortuna di apprezzarlo da ragazzino nel mio paese, sotto le insegne del Circo Fantasy).
Dopo che ignoti avevano infatti aperto il serraglio delle tigri del circo a Monreale (Pa) (che furono fortunatamente recuperate senza avere procurato danni), dopo che il maltempo, poco dopo il fatto precedente, ne aveva danneggiato seriamente le strutture e messo in crisi il circo, evidentemente non paghi di tutto questo un esposto animalista ne aveva decretato il sequestro degli animali, dopo che il complesso itinerante si era spostato  a Villagrazia di Carini (Pa)¹².  Si badi bene, era già successo nel 2006 con l’aggravante di doverli alla fine restituire alla legittima proprietà (avendo avuto torto, quindi).
Anche l’ultimo esposto animalista, accampava ovviamente come motivazioni i maltrattamenti a danno delle bellissime belve (portate via brutalmente, si giudichino i relativi filmati, dentro dei bauloni di legno): una scena raccapricciante!
Ma a tanto siamo arrivati in questo spaccato di Italia incivile e ignorante, perché ostaggio di una minoranza di persone¹³. Per certi aspetti, sembra di rivedere alcune scene del film “Ballata per un condannato“ (1980), dei registi Mann e Sargent.
Avessero adottato, le forze dell’ordine, lo stesso zelo al momento dell’arresto di Totò Riina forse non si sarebbero scordate di perquisirne il rifugio. Se poi gli stessi “vigili” cittadini e/o associazioni che hanno denunciato il circo, riservassero le stesse attenzioni anche in altri frangenti, forse avremmo già assicurato alla giustizia Matteo Messina Denaro e parecchi altri latitanti, che pare se ne stiano tranquillamente in terra di Trinacria¹⁴.
Invece pare confermarsi il detto: “forti coi deboli e deboli coi forti”.
Risultato di tutto questo? La liberazione di alcuni di questi animali nei bioparchi, come quello di Ravenna¹⁵. Lascio ai lettori, se lo vorranno, il compito di informarsi su chi gestisce il suddetto parco safari (come altri similari, denominati altrimenti “santuari”), quindi di farsi un’idea sugli eventuali legami, sul perché gli animalisti fanno sequestrare dagli zoo dei circhi gli altrui (è bene sottolinearlo) animali, per poi immetterli nei loro (che piacciono agli animalisti) zoo.
Si rimane esterrefatti di fronte a questi episodi, che per alcune oggettive similitudini rimandano la memoria direttamente agli episodi di intolleranza e violenza verso ben determinati obiettivi (come gli ebrei), perpetrati dai nazisti nella Germania anni trenta del secolo scorso, quando Hitler doveva consolidare il proprio potere. Ora i soggetti da discriminare e ghettizzare sono invece i circhi equestri.
Ma tornando all’elefante ed al “bagno colposo”, non si capisce perché sia il bagno, sia la pubblicità al circo che ne è derivata dovrebbero essere considerati illeciti; oltretutto quella spiaggia é lunga alcuni km e chi può dirsi sicuro che nessun cagnolino abbia mai fatto il bagnetto sotto lo sguardo amorevole del padrone?. Quanto ai “rifiuti” dell’amabile elefantessa (prontamente rimossi dal personale del circo), si ricorda che in anni fin troppo recenti, alcune coste calabre sono state minacciate da ben altro genere di rifiuti: è sufficiente recarsi dalle parti della cittadina di Cetraro, poco distante e, chiedere conferma.
Ai tempi dei poderosi complessi circensi che si spostavano da una città all’altra anche tramite treni speciali, le parate circensi (composte naturalmente anche dagli elefanti, i quali venivano condotti dalla stazione ferroviaria al luogo delle esibizioni), annunciavano l’arrivo del circo nella nuova piazza, ed erano spettacoli ben accetti dalla gente comune, che anzi vi assisteva tra l’incuriosito e lo stupito, riportando l’avvenimento nei luoghi di incontro (vi erano meno centri commerciali di oggi...).
Contribuendo così a diffondere la lieta notizia dell’arrivo del circo. Completavano la pubblicità i manifesti di varie dimensioni (tutti colorati ed alcuni decisamente artistici; fig. 2), gli annunci con l’altoparlante, ma anche le cronache dei giornali locali, quando ancora l’informazione non era ammorbata dal credo animalista. Tant’è che diverse volte nel corso degli anni, gli animali esotici e gli elefanti del circo furono protagonisti di memorabili rappresentazioni nel luogo-simbolo mondiale dell’opera lirica: l’Arena di Verona. A nessuno veniva in mente di scrivere sui giornali che gli animali fossero stati maltrattati per l’Aida di Verdi…

(Fig. 2. I manifesti coreografici dei grandi e mitici complessi circensi italiani degli scorsi decenni (in senso orario: Medrano; Mille e Una Notte-Orfei; Moira Orfei; Americano e Circo a 3 piste dei f.lli Orfei) I più noti di questi manifesti, furono soprattutto opera dell’estro artistico di Renato Casaro e Roberto Fazzini).


Ed allora si riportano nel presente scritto alcune immagini di queste parate (figg.  3 e 4), per fornire uno spaccato di come era la società, in un tempo poi nemmeno troppo lontano. Una società è bene ricordarlo, che non presentava il numero spropositato di animali da appartamento di oggi (le stesse persone che condannano i circhi per gli animali, dovrebbero prima guardarsi in casa propria!), con marciapiedi e luoghi pubblici lordati ma si vorrebbe fare notare, non da qualche animale esotico “scappato” dal più vicino circo, bensì dal cane al guinzaglio di qualche padrone incivile (in aumento).
Erano anche gli anni in cui il tessuto economico in generale appariva più solido dell’attuale, anche perché certi estremismi verde-animalisti non avevano ancora orientato la politica come invece accade oggi. Quasi che si possa in base a queste considerazioni, per assurdo lo si riconosce, ricavare un indice dell’andamento socio-economico del tipo: economia-Paese in crescita= grandi complessi circensi e grandi produzioni; all’opposto, economia-Paese in declino= complessi circensi in difficoltà (con pulsioni animaliste molto forti e condizionanti). Quando si è smesso di investire nella cultura, a tutti i livelli, il Paese è stato condannato ad inesorabile declino.
La società nel suo complesso, era comunque meno condizionata nelle proprie scelte dalle false verità, dalle paure, dalle fobie imposte da minoranze agguerrite ed incattivite (l’intervista rilasciata dal sig. Croce ne è esempio emblematico), tra le quali si ascrive a pieno titolo la deriva animalista. Che innanzitutto equipara la dignità dell’essere umano a quella dell’animale (che conseguentemente va umanizzato, magari a partire dal nome che gli si attribuisce, oppure con la fornitura di costosi vestitini su misura che gli si sceglie, neanché fosse un bebè...!). 


 (Fig. 3. Era il 1983. Il Circo Americano con gli elefanti di Flavio Togni in piazza Duomo a Milano. Da circo.it).



(Fig. 4. Era il 1954. Parata del Circo Nazionale Togni a Venezia (Da: il ridotto.info; carousel.eu). Nell’agosto 1959 –siamo appena prima del grande boom economico-, Darix Togni realizzò con tre elefanti del suo circo la “traversata delle Alpi”, percorrendo il cammino che Annibale aveva compiuto con i suoi uomini e le orde dei suoi elefanti, per scendere e dare battaglia sul Ticino a Scipione).


Per gli impresari circensi si trattava degli anni migliori per il circo, spesso infatti erano ospiti delle principali trasmissioni televisive¹⁶⁻¹⁷ (non a caso Nando Orfei coniò la frase poi riportata sui manifesti “il domatore della televisione”), perché si riconosceva a pieno titolo allo spettacolo ed alla vita circensi, la dignità culturale di un’antica arte con importanti risvolti sociali. Non a caso il legislatore tramite la legge n° 337 del 1968, prescriveva a tutti i comuni italiani di individuare un’area per gli spettacoli viaggianti, ma purtroppo questa legge è stata dalla maggior parte dei comuni completamente disattesa: che senso ha allora, come fanno gli animalisti, chiederne il superamento se non si è nemmeno applicata?
Erano gli stessi anni in cui, data la funzione sociale del circo e la generale simpatia suscitata nella popolazione, potevano nascere anche particolari partnership (di natura pubblicitaria), tra imprese dello spettacolo viaggiante e imprese industriali: per tanti anni è stato il caso della famiglia Orfei con la Termozeta di Pietro Belloni.
Alcuni degli stessi impresari erano stati artisti poliedrici, in diversi casi attori di cinema (si pensi a Darix Togni, ma anche a Moira, Liana e Nando Orfei ad es.); dalle frequentazioni con i migliori registi del tempo, erano nate delle collaborazioni che avevano contribuito alla creazione di un nuovo modo di fare circo, con modalità per il tempo assolutamente originali (altro che inventarsi il “circo contemporaneo”, come fanno oggigiorno anche alcune istituzioni regionali o municipali, allo scopo di screditare ed emarginare quello tradizionale con animali: gran brutto segnale quando le istituzioni decidono quale sia l’arte “giusta”). La creazione del CircoRama Orfei a tre piste, alla fine degli anni sessanta del secolo scorso per riportare un esempio, era invece l’emblema delle fantastiche produzioni Kolossal di quei memorabili anni.
Il dato che emerge anche dal presente fatto di cronaca, avente per oggetto l’elefantessa del circo Orfei, è che in questo Paese risulti sempre più difficile fare impresa (in questo caso specifico, dello spettacolo viaggiante), per non dire della considerazione per la Scienza, quindi creare le condizioni perché si crei effettiva occupazione¹⁸: la sensazione è che sia in realtà lo stesso mondo del lavoro, in ultima analisi, ad essere visto con sospetto (ripeto, da minoranze agguerrite ma molto pericolose per la loro prepotenza).
Quanto detto, si palesa attraverso normative che rendono asfittica la vita delle imprese stesse, mentre sulle evoluzioni storiche che hanno portato il manifestarsi e l’affermarsi di un certo modo di intendere l’ambiente, l’ecologia e l’etologia animale, ne ha parlato molto dettagliatamente MirKo Bueti su queste pagine.
Concludo il mio intervento riportando la cronaca (e relative foto), di un simpatico evento (siamo nella Parma del 1985), che ha avuto come protagonisti il circo di Nando Orfei e gli anziani ospiti di una casa protetta cittadina¹⁹.
Arriva il circo!! E l’attesa è ancor più grande per gli anziani degli Iraia, ex istituto Romanini, in via Don Bosco, spesso obbligati nelle loro stanze e impossibilitati ad assistere allo spettacolo sotto il tendone.
E cosi’ il circo Orfei con Ambra e Paride va da loro: clown, giocolieri, equilibristi, prestigiatori e perfino un elefante, tutto come sotto il tendone, ma nel cortile dell’istituto. C’ è anche Amleto Cagna famoso clown L’entusiasmo dei nonnini è alle stelle, c’è grande attesa per questa giornata diversa e molti scendono in cortile molte ore prima per scegliere i posti migliori. E’ l’ottobre del 1985.
Un temporale improvviso rischia di mandare all’aria tutto. Perché deluderli” si domanda Paride Orfei. “Lo spettacolo continua e si fa nelle camere” Tutto okay e l’elefante?
C’è un ascensore, ma purtroppo è troppo piccolo per ospitare l’ingombrante pachiderma e Orfei spinge l’elefante su per le scale. E comincia lo spettacolo del circo fra gli applausi e l’incredulità dei nonnini, soprattutto per la presenza di quell’elefante che non sembra vero. Un lungo barrito ne garantisce l’autenticità. Lo spettacolo si snoda fra sorrisi e applausi, qualcuno piange commosso, i nonnini godono una giornata incredibile e indimenticabile”
.
A onore della cronaca, va detto che il direttore della struttura ebbe in seguito qualche seccatura per questa pur lieta vicenda. Non per gli animali in sé, bensì per il peso al quale fu sottoposto il pavimento delle stanze…
Nulla vieta però di ricordare ancora oggi, a tanti anni di distanza, questa originale ed indimenticabile giornata, a memoria di un periodo meno prigioniero di fobie, dove iniziative spontanee (e generose) a favore di certi settori della popolazione, non creavano problemi ma lasciavano un piacevole quanto nostalgico ricordo (seguono le figg. 5, 6 e 7). 




(Fig. 5. Nella foto di destra, Paride Orfei ed i suoi elefanti. A destra, sfilata di elefanti del Circo Embell Riva a Chieti (fine anni novanta). Da: circonandorfei.com; circusfans.it).


 
(Fig. 6. Nelle foto ed in sequenza oraria: Il più piccolo dei pachidermi dello zoo del Circo Nando Orfei, mentre si infila in una stanza della struttura protetta per anziani Iraia di Parma. Segue sotto un giovane Paride Orfei (il figlio di Nando), accompagnato dall’indimenticabile Amleto Cagna storico e grande clown degli Orfei –quest’ultimo era originario dei quartieri popolari di Parma e trovò nel circo, l’occupazione di una vita-. E’ vivo ancora oggi in città, il ricordo di Amleto come l’anima delle “Befane dell’Avis” in veste di clown per il pubblico più piccolo, tutti gli anni presso il Palazzetto dello Sport).


(Fig. 7. La sorella Ambra Orfei quel giorno nei panni di ammestratrice di colombe. A lato, storico manifesto del Circo Nando Orfei a Bologna, realizzato da Mario D’Arcangelo a fine anni settanta-inizio ottanta. Secondo alcuni, potrebbero rappresentare le immagini di un’Italia meno civile, violenta e più arretrata –anche culturalmente-di oggi. E' davvero così?).


E’ sempre più difficile dicevo, esercitare l’attività di impresa circense oggi in Italia, per una serie di motivi che sono già stati riportati nei contributi precedenti. Si aggiungano anche le leggi che hanno reso estremamente difficoltoso il commercio di animali esotici (ma i circhi non sono mai stati nel corso degli anni un crocevia di traffici illeciti…!), che come risultato ed in particolar modo per gli elefanti, hanno determinato la progressiva scomparsa dalle arene circensi.
Si perdono così repentinamente antichi mestieri, ma anche una nobile arte molto apprezzata da un pubblico di tutte le età, nonché parecchi posti di lavoro (in ognuno dei grandi complessi circensi solo negli anni ottanta del secolo scorso, vi lavoravano oltre 300 persone), sia direttamente che indirettamente: non va tralasciata l’importante economia indotta dai circhi e dai luna park. Solo per fare due esempi, la ditta Canobbio di Pavia, divenuta leader mondiale delle tensostrutture d’avanguardia, grazie anche all’estro imprenditoriale di Orlando Orfei, che trovò in essa quella ditta che gli permise di sostituire il tendone in cotone spesso cucito a mano dalle donne del circo, con quello in materiale plastico meno usurabile nel tempo.
Oppure la ditta Fratelli Marzolini di Alseno (Pc), nota in tutto il mondo nella costruzione dei fantastici caravan per circhi e luna park, ma l’elenco potrebbe continuare con altre ditte italiane leader mondiali nelle attrezzature per circhi (per es. con la reggiana Anceschi).
Coloro i quali si battono magari per la tutela delle tradizioni, degli “antichi mestieri contadini”, possibile che non abbiano nulla da ridire nei riguardi del pericolo che sta correndo l’antica e nobile arte circense, italiana e non?
Va ricordato infatti, che esiste nel nostro Paese l’Accademia d’Arte Circense con sede a Verona²º (con relativo Archivio-Centro Studi e Documentazione²¹), così come la presenza di alcune valide scuole di circo (con tutte le difficoltà che si possono immaginare). Tutti gli anni a Latina si tiene un Festival del Circo, che ha luogo proprio in questi giorni (di rilievo internazionale, esattamente come Montecarlo), mentre a Roma il Golden Circus Festival si tiene nel periodo natalizio.
Concludo questa mia digressione che ha avuto origine dall’episodio richiamato nel titolo, col menzionare due figure di donne circensi che dalla miseria più nera dell’ultimo conflitto mondiale e dell’immediato dopoguerra, hanno saputo con tenacia ed intelligenza riscattarsi, tenendo nel contempo salde le redini degli allora esigui complessi familiari. Che però offrivano un sano svago e divertimento nelle varie piazze italiane.
Partendo da piccolissimi circhi che avevano in dote un cavallo ed una scimmia, è stato grazie al tenace lavoro ed all’intraprendenza dei mariti e dei numerosi figli (sostenuti da queste forti donne), che sono potuti sorgere i grandi complessi degli Orfei, dei Togni e del Medrano: parlo di Alba Furini²² e Rosina Casartelli²³.
La storia del circo (che è duro lavoro quotidiano), è coincisa anche in alcuni casi con la storia di grandi donne.
Non potranno mai comprendere i trogloditi degli animati commenti animalisti anti-circo, l’antico patrimonio culturale umano e sociale, rappresentato dal circo equestre²⁴!
Una minoranza arrogante e chiassosa che si è posta l’obiettivo della soluzione finale dei circhi, scambiando la pista circolare sotto il tendone con quella della corrida²⁵.
E’ tempo di prendere coscienza della deriva socio-culturale “imposta” dalla volontà di questi ottusi e prepotenti soggetti, dei loro atti di violenza: l’indifferenza è colpa grave come insegna la Storia
(Fig. 8).



(Fig. 8. Contenuti completamente opposti, in due attuali manifesti. A sx, chi gli animali ha l’arroganza e la presunzione di conoscerli (magari dallo scatto di un safari fotografico), spacciando per vere delle autosuggestioni prive di reali fondamenti scientifici e con modalità “didattiche” a dir poco assurde (gli animali non sono dei peluche!)²⁶, ma finalità perlopiù commerciali (WWF); a dx invece chi gli animali in carne ed ossa li alleva ed accudisce amabilmente da generazioni, fornendo la possibilità di vederli realmente in un contesto sicuro, contribuendo concretamente ed allo stesso tempo, alla salvaguardia della biodiversità (Circo Darix Togni, a destra). Nella pubblicità del Circo, risulta evidente la (legittima) propaganda anti-falsità animaliste).

Il circo è uno spettacolo antichissimo, forse il più antico di tutti gli spettacoli (per dirla con Anita Gambarutti). Dal circo ne sono derivati tutti gli altri, che per essere rappresentati hanno necessitato della costruzione dei teatri.
Invece il circo è rimasto itinerante e col suo tendone rappresenta una sorta di “artigianato dell’arte” che prosegue (e deve proseguire!) nel tempo, perché non stanca mai: al mondo intero dello spettacolo ed ai bambini di tutto il mondo, apporta gioia ed allegria: vi sembra poco tutto questo?
E’ invece triste il constatare che soprattutto in ambito urbano, vengano purtroppo sempre più veicolati modelli di vita negativi, come ad es. quelli che fanno presa sulla cultura della violenza, dello “sballo” e del “lazzez faire”, quindi dell’apparire ad ogni costo, senza un effettivo “essere” (i social in questo, fungono ampiamente da cassa di risonanza).
Ma come si fa a volere insegnare ad un circense come si accudisce amorevolmente un elefante o un dromedario!
Dal mondo del classico circo equestre invece, vi è sempre tanto da imparare e la sua funzione nella società è quanto mai attuale: ce n'è tanto bisogno!

Riferimenti essenziali:

Opere generali (si rimanda anche alla bibliografia riportata nelle uscite precedenti):

Bassano E., 1973. Darix tra le belve. Ed. La Stampa, Genova.
Cervellati A., 1961. Questa sera grande spettacolo. Storia del circo italiano. Ed. Avanti, Milano
Daniel N., 2008. The Circus 1870s-1950s. Taschen-Bibliotheca Universalis.  
¹Una raccolta di alcuni dei titoli giornalistici apparsi in rete nel periodo del 27-28 agosto 2018, riportanti la notizia del bagno dell’elefante, secondo la sequenza “rossiniana” richiamata sopra, oppure l’inconsapevole (per i giornalisti) “fiera delle stravaganze”, degna del migliore Ringling Bros. and Barnum & Bailey Circus (a ben guardare, sembrerebbe non mancare nemmeno la donna cannone):

http://www.quotidianodelsud.it/calabria/video/societ-cultura/video-troppo-caldo-lelefante-decide-fare-bagno-mare-turisti-cosentino ;https://video.repubblica.it/natura/calabria-l-elefante-si-immerge-in-mare-tra-i-bagnanti/313125/313752
http://www.strettoweb.com/2018/08/calabria-elefante-mare/745100/ ; http://www.strettoweb.com/2018/08/calabria-elefante-mare/745100/#YHGTGt4R2ghlVV61.99; http://www.tgcom24.mediaset.it/magazine/calabria-elefante-scappa-dal-circo-per-fare-un-bagno-al-mare_3160081-201802a.shtml;                                                     http://www.meteoweb.eu/2018/08/calabria-un-elefante-fa-il-bagno-al-mare-ma-e-fuggito-o-e-stato-accompagnato-video/1143489/;                                                        http://www.meteoweb.eu/2018/08/calabria-un-elefante-fa-il-bagno-al-mare-ma-e-fuggito-o-e-stato-accompagnato;                                                                                            http://www.dire.it/27-08-2018/228611-calabria-elefante-scappa-dal-circo-fa-bagno-mare/; https://www.quotidiano.net/cronaca/elefante-mare-1.4109434;                                 https://internapoli.it/elefante-fa-il-bagno-nel-mare-della-calabria-parla-laddestratrice-del-circo-e-libero/;                                                                                                      https://www.greenme.it/informarsi/animali/28652-elefante-mare-calabria; https://www.quotidiano.net/cronaca/elefante-mare-1.4109434;
²https://www.youtube.com/watch?v=fd4aSRY0ZyU ; sulla presente vicenda si consulti anche il collegamento al Circo Amedeo Orfei (con post del periodo fine agosto 2018): https://it-it.facebook.com/pg/circoamedeoorfei1/posts/
³http://www.circusnews.it/article/2190/[VIDEO]-Perla-Bortolussi-si-racconta-#.W8BHv-QUlZU; https://www.youtube.com/watch?v=xqfH2KER3qY ; consigliatissmo il seguente filmato realizzato nel 2014 presso il circo Amedeo Orfei, dove si vede e si parla anche dell’elefante in questione: https://www.youtube.com/watch?v=U23VdUR36mo
http://www.meteoweb.eu/2018/08/calabria-un-elefante-fa-il-bagno-al-mare-ma-e-fuggito-o-e-stato-accompagnato-video/1143489/#8pJ08XMQbVcSgPyv.99
⁵Si riporta il seguente caso, ma se ne potrebbero citare a decine in tutta Italia: http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2018/01/18/news/ambientalisti-invitano-a-boicottare-il-circo-orfei-1.16367413
⁶Si consiglia di seguire con attenzione, le seguenti interviste di Bianca Montico del Movimento giovanile del circo italiano: all’ammaestratore di elefanti Mario D’Amico del Circo Errani: https://www.youtube.com/watch?v=EXypqbvLkj0 ; ad Enis dall’Acqua, l’addestramento degli animali esotici del circo: https://www.youtube.com/watch?v=w71V0OGs7RU; Elisabetta Bizzarro. Addestramento dei leoni in dolcezza: https://www.youtube.com/watch?v=35xTOye04mc ; a Rony Vassallo, la vita degli animali del circo: https://www.youtube.com/watch?v=GzzUy699r-A ; Circo di Barcellona-la verità sull’addestramento degli animali del circo:                     https://www.youtube.com/watch?v=EMREosXxqkg
http://www.circo.it/ancora-sulla-vittoria-del-circo-martin-in-sardegna/ ; http://www.circo.it/assolto-il-circo-martini-esce-a-testa-alta-dal-processo-per-la-morte-della-giraffa/. Molto istruttiva a riguardo, anche l’intervista rilasciata da una gran signora del circo italiano, Anita Gambarutti (moglie del compianto Nando Orfei), nel dicembre 2014. Tratta del rapporto con gli animalisti, ma anche dell’amicizia con il regista Federico Fellini e dell’auspicio di un riconoscimento del circo italiano ad EXPO. Speranza purtroppo mal riposta, con la chiamata del canadese Cirque du Soleil. https://www.youtube.com/watch?v=8YytgTq6LF4
⁸Cantarelli Alessandro. W Il circo e con gli animali! In difesa della nobile arte circense italiana, contro le menzogne e le barbarie animaliste. Agrarian Sciences, marzo 2018 (Prima parte). https://agrariansciences.blogspot.com/2018/03/w-il-circo-e-con-gli-animali.html
⁹Cantarelli Alessandro. W Il circo e con gli animali! Ibidem. Agrarian Sciences, marzo 2018. (Seconda parte). 
https://agrariansciences.blogspot.com/2018/03/w-il-circo-e-con-gli-animali_19.html
¹ºVale la pena richiamare in questa sede, quello che è capitato all’ippopotamo Aisha: https://www.cronachemaceratesi.it/2014/12/29/lippopotamo-sara-cremato-il-circo-orfei-era-una-di-noi-usata-frutta-come-esca/608033/
¹¹Puo’ essere utile richiamare i seguenti fatti di cronaca, a testimonianza del quotidiano supplizio al quale sono ingiustamente sottoposti i circhi italiani (anche se il fenomeno non è solo del nostro Paese): http://palermo.gds.it/2017/02/24/in-gabbia-con-le-tigri-si-ribella-il-titolare-del-circo-sequestrato-video_632957/;
http://www.quotidianopiemontese.it/2018/05/11/la-posizione-del-circo-martin-la-lav-fornisce-informazioni-false/;
https://www.ilgazzettino.it/nordest/treviso/animalisti_circo_castelfranco_sabotaggio-283907.html
¹²http://www.circusfans.net/circhitaliani/Fantasy/FANTASY.html
¹³https://www.youtube.com/watch?v=yvJeKZYxt68
http://www.palermotoday.it/cronaca/maltempo-danni-circo-svezia-carini-7-marzo-2017.htmlhttps://www.youtube.com/watch?v=2f2YWk2gsgg; http://www.palermotoday.it/cronaca/animali-circo-di-svezia-trasferimento.html
¹⁴Borselli S. (a cura di), 2018, (pref. di M. Travaglio). La Repubblica delle stragi (1978/1994 il patto di sangue tra stato, mafia, P2 ed eversione nera.. Ed. Il Fatto s.p.a., Paper first., Roma.
¹⁵http://www.corriereromagna.it/news/ravenna/25063/al-safari-arriva-leo-giovane-leone-sequestrato-al-circo-di-svezia.html
¹⁶Il grande Circo di Nando Orfei ospita la puntata della trasmissione “Blitz” (reti Rai) sotto il proprio chapiteu. Programma condotto da Gianni Minà (puntata dell’11/04/1982), con intervista a Federico Fellini. https://www.raiplay.it/video/2018/04/Blitz-Puntata-dell11041982-e9be8c87-7bea-4be2-b22d-4e6a9c679a2e.html ; nella gallery del sito dell’omonimo circo, è riportata la foto della partecipazione di Nando al programma “Portobello” di Enzo Tortora.
¹⁷Indimenticabile “Moira degli elefanti”, alla puntata della trasmissione “Sabato al circo” (reti Mediaset), 1991. Programma condotto da Jerry Scotty, Massimo Boldi e Cristina D’Avena. Su:
https://www.facebook.com/MoiraOrfeiLaReginaDelCirco/videos/moira-e-i-suoi-elefanti-a-sabato-al-circo/10200971047749441/
¹⁸Illuminanti al proposito, le interviste ai rappresentanti di due importanti famiglie circensi: Anita Gambarutti e Gianni Vassallo: https://www.youtube.com/watch?v=Wc0dAZRm9uc ; https://www.youtube.com/watch?v=hpMw-efBIvc
¹⁹http://la-parma-di-gio-parma.blogautore.repubblica.it/2013/09/01/lelefante-in-camera-dospedale/; http://pidieffe.eu/un-elefante-in-una-camera-dospedale/ ;
²⁰https://www.accademiadartecircense.it/
²¹https://www.articircensi.org/cedac-centro-educativo-di-documentazione-arti-circensi/
²²Orfei L., 1977. La grande casa chiamata circo. Casa editrice La Sorgente, Milano; Puntata del 24/01/1988 di “Ieri e oggi in TV special. Puntosette” (trasmissione condotta da Paolo Piccioli), dedicata alla famiglia Orfei. Puntata che testimonia, inoltre, la grande umanità dei circensi intervistati (quasi tutti con accento spiccatamente emiliano), nonché e già allora, la polemica montante con un rappresentante del mondo animalista. Disponibile su: http://www.circusfans.net/news/?view=15949
²³Bassano E., Bassano L., 1980. Una donna un circo. Ed. La Stampa, Genova; si veda anche il bel filmato dal titolo: 130 anni di Storia. Famiglie Togni e Casartelli. https://www.youtube.com/watch?v=t9efs0q8MBw
²⁴Serena A., 2018. Circo italiano meraviglia mondiale: l’epopea tricolore nei cinque continenti. Su: http://www.circo.it/circo-italiano-meraviglia-mondiale-lepopea-tricolore-nei-cinque-continenti/
²⁵Paladino E., 2018. Incontrare l’altro da sé: storia degli animali al Circo: Su: http://www.circo.it/incontrare-laltro-da-se-la-storia-degli-animali-al-circo/
²⁶Monti C., 2012. L’esperto: “Nel circo animali addestrati attraverso il gioco”. Su:

http://www.circo.it/lesperto-nel-circo-animali-addestrati-attraverso-il-gioco/; estremamente istruttivo al riguardo anche il video dell’Audizione al Senato della Repubblica di venerdi 9 marzo 2018, dove tra i Relatori (tutti esperti del settore, tra i quali veterinari e rappresentanti di categoria), figurano l’altrettanto brava e coraggiosa ammaestratrice di grandi felini Valeria Valeriu ed il Prof. Ted Friend, massima autorità mondiale in tema di etologia animale. Video disponibile su: https://youtu.be/_VnB-WOCaHU;http://www.circo.it/.

Si veda inoltre: Quotidiano Nazionale: “Nei circhi gli animali non soffrono. La scienza col Circo” (a cura di Circo.it), 12/03/2018: http://www.circo.it/quotidiano-nazionale-nei-circhi-gli-animali-non-soffrono-la-scienza-col-circo/.





Alessandro Cantarelli 
Laureato in Scienze Agrarie presso la Facoltà di Agraria di Piacenza, con tesi in patologia vegetale. Dal febbraio 2005 lavora presso il Servizio Territoriale Agricoltura Caccia e Pesca di Parma (STACP), della Regione Emilia Romagna (ex Servizio Provinciale), dapprima come collaboratore esterno, successivamente come dipendente. E’ stato dipendente presso la Confederazione Italiana Agricoltori di Parma. Ha svolto diverse collaborazioni, in veste di tecnico, per alcuni Enti, Associazioni e nel ruolo di docente per la formazione professionale agricola. Iscritto all’Ordine dei dottori Agronomi e Forestali ed alla FIDAF parmense.




3 commenti:

  1. Però i cani in spiaggia, durante la stagione estiva, non puoi portarli nemmeno al guinzaglio.

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  2. Alessandro Cantarelli5 novembre 2018 19:02

    Spett.le Agriturismo,
    non è esatto dire questo. La stessa AIDAA citata nel mio scritto, ha messo a punto un decalogo per i padroni con cani al seguito che volessero recarsi in una spiaggia libera. Al primo punto, é riportato che “per raggiungere la spiaggia libera è consentito il passaggio sia sulla battigia che attraverso gli stabilimenti balneari”, l’unica avvertenza è che “il cane deve essere sempre al guinzaglio corto e con museruola al seguito”.
    Al secondo punto si legge che “ogni comune deve indicare con appositi cartelli l’eventuale presenza di spazi di spiaggia libera destinati ai bagnanti con cani al seguito…”, quindi che “ è proibito portare il cane in spiagge non autorizzate, mentre si può portare il cane ovunque se non vi sono spiagge a loro dedicate”.
    In altre parole, in assenza di una legge nazionale in materia è facoltà delle Regioni, delle Capitanerie di Porto, dei Comuni stabilire con ordinanze i permessi e/o i divieti di accesso degli animali nelle spiagge pubbliche. Pertanto nella confusione, non è sempre facile stabilire se i divieti ci sono oppure no.
    Ma tornando all’episodio di S. Maria del Cedro, mi permetto di osservare che alla fine la categoria del buonsenso per definizione, non può essere normata. Quella bellissima spiaggia non è infatti per dimensioni, né il fiordo di Furore né quello di S. Fruttuoso; oltretutto i circensi con elefanti al seguito (il numero di pachidermi cala vistosamente nei circhi italiani di anno in anno, soprattutto a causa delle normative in vigore), per numero e potenziale fruizione sulle spiagge libere italiane, rispetto ai proprietari di cani sono nell’ordine del milionesimo. Ed allora un po’ di civile tolleranza non sarebbe guastata!!, da parte di chi non piaccia il circo. Nel mio scritto ho riportato immagini ed episodi che richiamano un recente passato, dove per mentalità diffusa il suddetto caso non sarebbe mai scaturito (W. App a parte). A quei tempi vi era forse meno "narrazione" e più senso della realtà, anche se non esisteva internet.
    L’odio feroce di una sparuta minoranza, non giustifica quindi il fare circolare in rete delle storie assurde, al solo scopo di screditare ulteriormente il già martoriato mondo del circo per accrescerne la loro visibilità.

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  3. Alessandro Cantarelli5 novembre 2018 20:46

    Incondizionatamente dalla parte del Circo!!!
    A Reggio Emilia, l’1/11/2018, in occasione del “World Vegan Day” numerosi e giovani circensi (il circo è la loro vita ed il loro futuro!), ma anche gente comune, si sono dati appuntamento di fronte al ristorante vegano per una manifestazione di protesta, in risposta alla manifestazione della L.A.V. inscenata la domenica precedente all’ingresso del Circo Darix Togni (tra l’altro di origini reggiane), attendato nella medesima città.
    Si consigliano caldamente l'attenta lettura dell’articolo e la visione dei video riportati dal giornale on line “Next Stop Reggio”, dove per viva voce dei circensi si apprendono fatti gravissimi.
    Quali –per citarne solo alcuni-, l’avere pagato (gli animalisti) falsi testimoni per 190.000 dollari, l’avere accettato (i circensi) l’esame della salute dei loro animali da parte di acclarati esperti etologi e veterinari di fama internazionale (nominati dagli stessi animalisti), per poi scoprire alla fine che gli animalisti stessi avevano deliberatamente manipolato le risultanze finali degli esperti da loro stessi nominati (che smentivano in toto le tesi animaliste, loro malgrado). Senza tralasciare la morte di numerosi animali sequestrati ai circhi e “liberati” nei loro parchi (degli animalisti).
    Infine la proposta di legge (al 2019), per l’eutanasia degli animali nei circhi (è talmente grossa che si fa fatica a crederci, ma purtroppo è così). Infine la sfacciata indifferenza della gran parte del mondo politico e questo fa veramente molto male. Cosa stanno a pensare e guardare, di fronte a questa acclarata VERGOGNA nei riguardi del circo e dell'intera società italiana!!

    https://nextstopreggio.it/2018/11/02/blitz-dei-circensi-presidio-contro-gli-attivisti-lav-vergogna-bugiardi-giu-le-mani-dai-nostri-animali-video-e-foto/?fbclid=IwAR0q4hon548Bi5eSHrRit-dK9UeEhvgvAxWJ2jr8B0MerlK27YqmvhX57Gs

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