di FRANCESCO MARINO
La decima ecclesiastica, un'imposta che richiedeva il pagamento del 10% sui raccolti agricoli, è stata una delle principali forme di tassazione che ha interessato i contadini italiani per secoli. Sebbene originariamente concepita come un atto di fede, la decima si trasformò nel tempo in uno strumento di sfruttamento che gravò pesantemente sulle popolazioni rurali. La sua applicazione in Italia, legata al sistema del latifondo e alle disuguaglianze economiche e sociali dell'epoca, consolidò il potere delle classi dominanti. Sebbene le riforme politiche e fiscali del XIX secolo abbiano segnato il lento declino di questa imposta, le disparità agrarie continuarono a radicarsi nel sistema economico italiano, prolungando l’oppressione economica nelle aree rurali.


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