lunedì 16 luglio 2018

LA QUERELA ALL' OSSERVATORE ROMANO: TRA SDEGNO E AUSPICIO

di ANTONIO SALTINI

 

Riletto, ripetutamente, l'articolo sulla querela dell'Istituto Sant'Anna diPisa, una delle più prestigiose istituzioni universitarie nazionali, all'Osservatore Romano, trovo difficile, in quanto cattolico, controllare lo sdegno: nel corso di nessun pontificato l'organo che esprime il pensiero della Chiesa sugli eventi politici, sociali e culturali, si era coperto di tanto fango, merito preclaro di questo Papa-gaucho, che non consulta uomini di scienza ma si circonda di capocuochi e dei loro collaboratori (professionalmente lavapiatti culturali), e affida loro la formulazione del pensiero di Madre Chiesa sul futuro dell'alimentazione di un pianeta popolato da sette miliardi di esseri umani.

Lo chef che decide la strategia della Chiesa sul problema della fame futura sa perfettamente che, con i metodi agronomici che propone, si tornerebbe all'agricoltura deli'800, quando le produzioni della terra alimentavano un miliardo di creature umane, e che il soprannumero sarebbe obbligato a seguirebbe le orme di Lazzaro verso il Cielo dei beati, mentre il "consulente pontificio" ricalcherebbe, verosimilmente, quelle del "ricco epulone" della parabola, coinvolgendo nell'eventualità il proprio padrone, responsabile di avere affidato il problema più arduo del futuro dell'umanità a un incompetente, a quanto si mormora arricchito accendendo il terrore del volgo verso gli strumenti che hanno consentito di sospingere il numero degli esseri umani a quello attuale, gli strumenti senza i quali quel numero non potrebbe essere conservato.

Tragicamente le menzogne degli attuali "inesperti" pontifici corrispondono ai dati in libertà dall'attuale alta dirigenza Fao, costituita da funzionari scelti tra aristocratici orientali educati, fino da infanti, a mentire, e a invertire ogni menzogna nel suo contrario, secondo l'interesse quotidiano del despota il cui servizio costituisce l'aspirazione più alta di ogni aristocratico di cultura asiatica. Essendo i nuovi padroni della Fao i governanti di Cina, India, Brasile e Russia, interessati, essenzialmente, a celare la situazione alimentare di paesi in cui regioni intere, e immense classi sociali, si misurano con la fame quotidiana, una situazione indegna dei futuri dominatori del Globo, è verosimile ritenere che gli esseri umani denutriti del Pianeta siano il doppio di quelli dichiarati dai rapporti Fao, cioè almeno due miliardi anzichè gli 800 milioni strombettati.

In una conversazione che chi scrive reputa uno degli eventi più significativi della propria vita professionale, il Nobel Borlaug gli spiegava, il  30 maggio 2003, che non è immaginabile alcuna sicurezza alimentare dove ai coltivatori manchi ogni istruzione e ogni mezzo tecnico, dove non esistano ospedali, dove non sussistano i mezzi per spostare le derrate da aree che abbiano realizzato raccolti sufficienti ad aree colpite da siccità o inondazioni a poche decine di chilometri di distanza. Quale sia la situazione nella Cina interna, quella delle sconfinate regioni freddo-aride, concludeva Borlaug, nessuno è in grado di sapere. Si conosce perfettamente, invece, la situazione dei rayat indiani, i miserabili contadini delle caste inferiori, autentici schiavi della classe degli usurai, gli usurai la cui agente per le pubbliche relazioni, la maga Shiva, attribuisce l'inedia contadina al prezzo delle sementi americane, che la più impudente mentitrice del Globo pare avere dimenticato di avere contribuito a bandire categoricamnte dal Paese, imponendo l'impiego di sementi assolutamente primitive, matrici di raccolti che non consentiranno alla famiglia di rayat di pagare la rata dell'usuraio, che si impadronirà della casupola cacciandone gli abitanti, che, per non unirsi al numero dei moribondi nel fango delle strade di Calcutta sceglieranno la terribile strada del suicidio di famiglia.

Siccome gli "inesperti" di cui si circonda il Papa-gaucho sono corresponsabili del dilagare della fame planetaria prossima ventura, alfieri del neocolonialismo che costituisce la matrice morale degli auspici dell'emiciclo di Strasburgo che all'Africa non sia più inviato un sacco di fosfato ammonico o un barattolo di qualunque antiparassitario, per non alterare gli equilibri della "prodigiosa" agricoltura del Continente nero, in cui la fame costituisce, ancora, lo scrematore naturale degli eccessi demografici, chi scrive proclama l'auspicio che l'Istituto pisano Sant'Anna, parte di un contesto che comprende una delle scuole superiori di giurisprudenza più prestigiose d'Italia, pretenda dall'Osservatore Romano un risarcimento di almeno un milione di euro (la Chiesa non manca di liquido, in parte certamente eccessiva devoluta agli sfarzi epulonici dei propri porporati), che dovrebbe essere convertito in una nave di fertilizzanti con destinazione Nairobi.

Il bastimento di fosfato ammonico donato, nel 2007, da un'associazione umanitaria belga, all'Uganda ha dimostrato che con un piano di fertilizzazione adeguato la produzione di riso che sulle pendici del Ruwenzori viene realizzata nella stagione delle piogge può essere quadruplicata, nelle situazioni più favorevoli quintuplicata (da 1,5 a 8 t/ha). Se gli strateghi della fame della corte papale si suicidassero per la disperazione di vedere l'Africa usare tecnologie agronomiche moderne, Sua Santità non mancherebbe di ordinare esequie solenni in San Pietro, per dirigerli al destino beato del suo santo prediletto, Martin Luther.

Quelle esequie saranno certamente radiose se, come è prevedibile Carlo Petrini sarà stato nomiato, nel contempo, cardinale. Paolo VI aveva destinato alla porpora il laico Jacques Maritain, il maggiore pensatore politico cattolico del secolo scorso: se Sua Santità attribuirà la veste scarlatta a Petrini produrrà la dimostrazione necessaria e sufficiente che solo per misericordia divina "portae Inferi non praevalebunt" su una Chiesa che è stata nelle mani di decine di vicari avidi, nepotisti, intriganti, da papa Formoso al successore Sergio, da Alessandro Borgia a Leone de' Medici e Paolo Farnese. 




Antonio Saltini 
Già Docente di Storia dell'agricoltura all'Università di Milano, giornalista, storico delle scienze agrarie. Ha diretto la rivista mensile di agricoltura Genio Rurale ed è stato vicedirettore del settimanale, sempre di argomento agricolo, Terra e Vita. E' autore della Storia delle Scienze Agrarie opera in 7 volumi.  www.itempidellaterra.com (qui)


 





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