lunedì 19 novembre 2018

QUESTA VE LA DOBBIAMO RACCONTARE: LE FERROVIE FRANCESI E L’ERA POST-GLYPHOSATE


di ALBERTO GUIDORZI E LUIGI MARIANI

 

 


Fin da quando l’UE nel 2016 aveva procrastinato la decisione sulla riomologazione del glyphosate, le Ferrovie francesi (SNCF) avevano dato vita ad un programma per la sua sostituzione. Infatti le ferrovie  hanno il problema di tenere sgombra da vegetazione infestante (erbacea, arbustiva ed arborea) non solo la superficie tra i binari (e ciò per evitare la ritenzione d’acqua, la deformazione della piattaforma o il disturbo ai raggi laser che controllano lo scarto tra i binari)  ma anche i corridoi ai lati dei binari (in previsione di incidenti o guasti che obbligassero i passeggeri a una rapida evacuazione). 


Da ciò discende che SNCF è il più grande utilizzatore di glyphosate in Francia: ne consuma dai 350 ai 380 q/anno sui 50.000 km di ferrovie ( e 95.000 ha di superficie) e dunque lo 0,4% dei consumi francesi (85.000 q). La spesa attuale per tenere puliti i percorsi ferroviari sul suolo francese è di 30 milioni di €, ma senza glyphosate si stima che il costi salirebbero a 350/500 milioni di €, prospettiva per nulla entusiasmante se si tiene conto che l’azienda ha un passivo di 44 miliardi di € che aumentano di 2 miliardi l’anno. Per effettuare il diserbo, le ferrovie francesi hanno approntato delle locomotive diserbanti che in primavera percorrono i percorsi ferroviari e spruzzano glyphosate. Ora invece i responsabili dichiarano che nessun sostituto è stato fin qui trovato e se effettivamente il glyphosate sarà proibito in Francia dal 2021 dubitano di riuscire a trovarlo.
Il gruppo ferroviario ha testato il biocontrollo con diserbanti naturali che tuttavia non hanno dato buona prova (https://agrariansciences.blogspot.com/2018/01/alla-ricerca-del-diserbante-messianico_26.html), Inoltre in zona urbana hanno tentato anche l’utilizzo delle pecore.




Le SNCF hanno anche provato dei robot falcianti e i test sono stati per la verità promettenti in termini di efficacia anche se la lentezza d’esecuzione è il loro vero tallone d’Achille. 




Dalle verifiche effettuate è anche emerso che altri diserbanti di sintesi risolverebbero il problema ma oltre a essere più costosi sono enormemente più tossici del glyphosate e quindi le ferrovie francesi temono di essere tacciate di scarso ambientalismo. Si è pensato anche alla semina di tappezzanti ad effetto coprente e che siano facili da tenere sotto controllo oppure alla posa si materiale sintetico ricoprente la superficie.
Quest’ultimo metodo merita di essere descritto per mostrare come una moltitudine (purtroppo) di gente ignorante obblighi la collettività a operazioni faraoniche per bandire un prodotto come il glypfosate che Generations Futures, una ONG ambientalista, descrive così: 



Una joint-venture SNCF-DuPont ha infatti sviluppato una macchina che di notte solleva binari e traversine, elimina la massicciata contaminata e distende un geotessile a base di fibre di polipropilene termosaldate (un plastica dunque e poi ci lamentiamo che siamo invasi dalla plastica) rimettendovi poi sopra un nuovo strato di massicciata non contaminata. Un prodotto differente, ma sempre un geotessile plastico è usato per le zone di rispetto ai lati dei binari http://www.dupontdenemours.fr/produits-et-services/materiaux-de-construction/professional-landscape-solutions/folder-brands/plantex/case-studies/sncf-railway.html




Si vuole esplorare anche l’uso dell’elettricità, delle onde elettromagnetiche, e anche dell’energia termica. Questa è già usata su 1000 km di rotaie laddove è proibito usare qualsiasi sostanza chimica; delle locomotive avanzano molto lentamente emettendo vapore, ma è un procedimento molto caro e anche poco ecologico nel senso che anche la microfauna viene distrutta.
In conclusione Mr. Morin, responsabile di queste ricerche, afferma: dopo due anni di ricerche siamo ben lontani dall’industrializzazione di queste tecniche alternative e se entro il 2021 non troveremo nulla di valido stiamo già tremando in quanto ci si prospetta la possibilità di dover ricorrere diserbo manuale.


 


                           
Alberto Guidorzi
Agronomo. Diplomato all' Istituto Tecnico Agrario di Remedello (BS) e laureato in Scienze Agrarie presso UCSC Piacenza. Ha lavorato per tre anni presso la nota azienda sementiera francese Florimond Desprez come aiuto miglioratore genetico di specie agrarie interessanti l'Italia. Successivamente ne è diventato il rappresentante esclusivo per Italia; incarico che ha svolto per 40 anni   accumulando così conoscenze sia dell'agricoltura francese che italiana.
 


Luigi Mariani
Docente di Storia dell' Agricoltura Università degli Studi di Milano-Disaa, condirettore del Museo Lombardo di Storia dell'Agricoltura di Sant'Angelo Lodigiano. E' stato anche Docente di Agrometeorologia e Agronomia nello stesso Ateneo e Presidente dell’Associazione Italiana di Agrometeorologia.





2 commenti:

  1. Della serie USARE UN CANNONE PER UCCIDERE UNA MOSCA

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  2. Alberto Guidorzi24 novembre 2018 17:18

    Dato che MACRON ha detto che il gliphosate in Francia sarà interdetto appena sarà possibile, comunque non più tardi dei prossimi tre anni, allora ha avuto la brillante idea di lanciare una Stra-up di Stato per accompagnare l'uscita dal gliphosate. Mi chiedo ma in Europa i politici da mettere nei posti di comando li scelgono per l'imbecillita e l'irresponsabilità?

    Perchè ho detto questo, semplice: il gliphosate è sul mercato da 40 anni e per giunta non è più protetto da brevetto e quindi credo che il suo successo abbia fatto invidia a tutti i concorrenti della Monsanto e quindi, se fosse stato così semplice sostituirlo, l'avrebbero fatto tutti compresa la Monsanto. Se non l'hanno fatto è perchè non ci sono riusciti (nell'ambiente si parla di almeno altri 15 anni per avere una molecola simile). Ora arriva questo imbecillotto (tra l'altro uno che si sceglie per moglie una con doppio degli anni deve proprio essere cretino) e dice che in tre anni lui ce la farà.
    Faccio notare che al punto in cui siamo arrivati in fatto di caratteristiche che deve avere una molecola fitofarmaceutica per ottenere l'autorizzazione di messa in commercio occorre testarne 160.000 ( si centosassantamila!!!) per avere la probabilità di trovarne una che si adatta alla griglia imposta dalla legislazione. MACRON FORSE L'ASTINENZA TI HA DATO AL CERVELLO!!!!

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