lunedì 16 settembre 2019

PROMEMORIA PER GLI ANTISCIENZA E I PARTIGIANI DEL RITORNO AL PASSATO

di ALBERTO GUIDORZI


Immagine tratta dal film La morte di Luigi XIV, 2016.

Il Re Sole Luigi XIV (1638-1715) era potente e disponeva di magnifiche dimore piene di servitori. Fu così chiamato perché “tutto ruotava attorno a lui” nel senso di sovrano assoluto. Tuttavia le sue ricchezze non gli alleviarono le difficili condizioni di vita; all’epoca non c’era il riscaldamento climatico, ma il “raffreddamento climatico”, faceva quindi molto freddo (il vino gelava nei bicchieri) ed il clima freddo fu la causa di due gravi carestie che in Francia causarono 2 milioni di morti, si verificarono rispettivamente nel 1693 e nel 1709 (in questo anno gelò la laguna di Venezia). Faceva molto buio: 100 candele illuminavano quanto una lampadina ad incandescenza nostra. Nei castelli non vi era igiene ed il fetore era pestilenziale, solo lo spargimento di profumi mitigava i cattivi odori. I viaggi erano interminabili e non confortevoli, tanto che quando il Re Sole si recò da Parigi nei Pirenei atlantici per sposarsi con Maria Teresa d’Asburgo, il viaggio durò settimane.
Oggi un operaio può andare da Parigi a Biarritz in 75 minuti al prezzo di 25 € se viaggia in low cost. Se Luigi XV, nipote del Re Sole, divenne suo successore fu solo perché la famiglia reale fu decimata dal vaiolo, dal morbillo ed altre malattie infettive incurabili all’epoca. Il Re Sole in gioventù scampò al vaiolo, al morbillo, alla scarlattina, alla gonorrea e altro solo per la sua forte fibra. Fu chiamato appunto per questo il “Re miracolato”. Tuttavia a partire dal 1658 per aver bevuto acqua infetta contrasse il tifo, si salvò perché il medico gli prescrisse un emetico a base di antimonio e vino, ma la conseguenza fu che perse tutti i capelli, ciò lo obbligò ad indossare una vistosa parrucca e la scelta del Re originò una vera e propria moda che caratterizzò tutto il XVIII sec. Comunque anche successivamente fu frequentemente malato. Fu colpito da vertigini, reumatismi, frequenti febbri e problemi dermatologici, come favi, grossi foruncoli e tumefazioni purulente. La corte spettegolava su indigestioni disgustose da parte del Re, su parassiti intestinali provocanti dolori lancinanti, diarree durature al punto da far interrompere al Re riunioni importanti. Non sono mancati i calcoli urinari e frequenti crisi di gotta a rendere la vita del Re quasi insopportabile. La dentatura di Luigi XIV fu presto quasi distrutta dalla carie e all’epoca il dentista si chiamava “cavadenti” in quanto solo quello faceva e per giunta senza anestesia. La cavatura delle ultime radici dentali rimaste ha causato la formazione di un buco nel palato tale che il suo medico così ne fa la descrizione: “tutte le volte che il Re beveva o faceva gargarismi il liquido penetrava nel naso da cui fuoriusciva come una fontanella”. Il Re fu costretto a convivere per anni con quest’ulcera perforante tanto da provocargli una sinusite cancrenosa che nel 1685, dato che l’odore era così nauseabondo, il chirurgo fu obbligato a praticargli 14 cauterizzazioni per cicatrizzare la fistola; al Re occorsero parecchi mesi per riprendere il ritmo normale dei suoi pasti. 
Il Re soffriva pure di una fistola anale che lo faceva gridare come un ossesso dal dolore. Per curargliela il chirurgo dovette inventare un bisturi speciale e affinare la tecnica operatoria su ben 75 ricoverati indigenti dell’ospedale di Versailles scelti come cavie. Saranno necessari per guarirlo numerosi interventi, sempre senza anestesia e quindi con atroci dolori. Il Re subì una quarantina di salassi inutili e centinaia di clisteri che per giunta aggravavano la sua diverticolite del colon. Oggi tutte le malattie del Re qui accennate sarebbero prima di tutto indolori, risolvibili immediatamente e per giunta con costi a carico del Servizio Sanitario anche per un semplice operaio. Il Re è morto dopo una lunga agonia per una necrosi della gamba, che oggi sarebbe risolvibile con un semplice intervento di chirurgia vascolare. In conclusione dal raffronto risulta che è meglio essere un nullatenente oggi che un Re Sole tra i secoli XVII e XVIII, non solo, ma anche a quest’epoca il passato era peggio del presente. 

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Nota: Tratto da un articolo di Laurent Alexandre, un chirurgo francese che lo ha pubblicato il 4 settembre scorso su L’Express.


Alberto Guidorzi
Agronomo. Diplomato all'Istituto Tecnico Agrario di Remedello (BS) e laureato in Scienze Agrarie presso l'UCSC Piacenza. Ha lavorato per tre anni per la nota azienda sementiera francese Florimond Desprez come aiuto miglioratore genetico di specie agrarie interessanti l'Italia. Successivamente ne è diventato il rappresentante esclusivo per Italia; incarico che ha svolto per 40 anni accumulando così conoscenze sia dell'agricoltura francese che italiana.

3 commenti:

  1. Gentilissimo Dr. Guidorzi, lei non immagina neanche quanto possa essere d'accordo con quanto ha scritto. Per citare Piero Angela ( grandissimo divulgatore) il "bel tempo antico" non era poi così bello.
    Un saluto.
    Enrico Fravili

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  2. Alessandro Cantarelli16 settembre 2019 20:53

    "Luigi XV, nipote del Re Sole, divenne suo successore fu solo perché la famiglia reale fu decimata dal vaiolo..."
    Di lui (peraltro coltissimo), si ricordano la Mailly, la Vintimille, la Chateauroux, la Pompadour, la Du Barry ecc.,ma consentì specialmente a queste due ultime, di interferire spesso in modo decisivo negli affari dello Stato.
    Nel XXI secolo le cose sono davvero cambiate tanto? Agli storici l'ardua sentenza...(e guardino bene ai protagonisti di certe battaglie di stampo ideologico...).
    L'importante è difenderla la democrazia, non farla tornare ai tempi del Re Sole e successori!
    p.S: Luigi XV comunque, non si sarebbe mai fatto ritrarre con un agnellino in braccio!

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  3. Vogliamo tornare indietro di 1,5 secoli per vedere se era meglio?

    Francesco 1° (1494-1547) re di Francia era uno dei sovrani più ricchi d’Europa e con la regina Claudia di Francia ha generato 7 figli: Luisa, Carlotta, Francesco, Enrico, Maddalena, Carlo e Margherita
    1° Luisa nasce nel 1515 e suo padre ha appena il tempo di prometterla a Carlo V perché muore all’età di tre anni.
    2° Carlotta nasce nel 1516 e la mamma muore nel 1524 a 25 anni, lei la segue due mesi dopo a causa del morbillo.
    3° Francesco nasce nel 1518 e muore a 18 anni, non si sa se a causa di una pleurite o addirittura fatto avvelenare da Carlo V
    4° Enrico nasce nel 1519 e succederà a suo padre con il nome di Enrico II (sposerà Caterina de Medici) e morirà a 40 anni per una banale ferita ad un occhio.
    5° Maddalena nasce nel 1520, sposa a 17 anni Giacomo V di Scozia e muore subito dopo di tubercolosi.
    6° Carlo nasce nel 1922 ed a 23 anni ha la cattiva idea di organizzare un battaglia di cuscini in una casa dove tutti sono morti di peste, che diverrà anche per lui la causa di morte.
    7° Margherita, nata nel 1523 è la più fortunata perché muore a 51 anni
    Dunque dei 7 figli di Francesco 1° solo 2 gli sopravvivranno. In media essi vissero 23 anni e 34 giorni, eppure senza dubbio erano i più curati ed i meglio nutriti, con un’alimentazione senza pesticidi, senza OGM, solo cibi naturali, non hanno rischiato gli effetti mortali della vaccinazione e nelle loro urine non era presente il gliphosate

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