lunedì 28 febbraio 2022

CAMBIAMENTO CLIMATICO E AGRICOLTURA ITALIANA NEL 2021: IMPRECISIONI E LE FALSITA’ NEL REPORT WWF DELL’OTTOBRE 2021



di LUIGI MARIANI
 
 




In questa nota riporto commenti circostanziati ad alcune affermazioni contenute nel report del WWF “2021 EFFETTO CLIMA: L'ANNO NERO DELL'AGRICOLTURA ITALIANA” a firma di E. Alessi e S.Scozzafava, revisione di F.Ferrari, M. Midulla, I.Pratesi, un report che è dell’ottobre 2021 e che solo ieri mi è stato segnalato dall’amico prof. Tommaso Maggiore che mia ha chiesto la cortesia di un commento.Sostiene il report WWF: “L’aumento delle temperature sta infatti influenzando la produttività agricola a latitudini più elevate, aumentando le rese di alcune colture (mais, cotone, grano, barbabietole da zucchero), mentre rese di altre colture (mais, grano, orzo) sono in calo nelle regioni a latitudine inferiore. Il riscaldamento, aggravato dalla siccità, ha causato una riduzione della produttività nell’Europa meridionale.”

Non si capisce anzitutto cosa c’entrino cotone, mais e barbabietola da zucchero con le latitudini elevate. Per quanto riguarda invece l’Italia (che penso ricada nelle zone a latitudine inferiore) i dati statistici del 2021 per In Italia indicano che:
  • la resa media del mais del 2021 (103 q/ha) è fra le 5 più alte dell'intera serie storica, pur essendo inferiore a quella del 2020 (dati presentati dal prof.Dario Frisio alla giornata italiana del mais, 2 febbraio 2022);
  • la resa media 2021 del frumento tenero è stata di 62 q/ha contro le 55 q/ha del 2020 mentre la resa media 2021 del frumento duro è stata di 34 q/ha contro le 33 q/ha del 2020 (dati ISTAT);
  • sempre secondo l’ISTAT la resa media 2021 dell’orzo è stata di 42,5 q/ha contro i 41,7 q/ha del 2020.
     
  • Sostiene il report WWF: “Allo stesso tempo, il sistema alimentare globale contribuisce fortemente al cambiamento climatico: le emissioni generate lungo l’intera filiera, dalla produzione globale fino al consumo, contribuiscono fino al 37% delle emissioni antropogeniche di gas serra”.

Annualmente l'agricoltura emette 1,4 Gigatonnellate di carbonio equivalenti (GTC) (Tubiello et al., 2015) ma al contempo grazie alla fotosintesi assorbe 13,5 GTC (Krausmann et al. 2013), per cui l’assorbimento è di gran lunga superiore alle emissioni. Fa specie che proprio il WWF trascuri un fenomeno essenziale per l’ecosistema come la fotosintesi e che venga parimenti trascurata l’esistenza e l’entità del fenomeno del global greening, che sta rinverdendo il pianeta grazie alla migliore nutrizione carbonica delle piante (Sitch et al., 2015).

  • Sostiene il report WWF: “Dal 1960, il consumo di calorie pro capite è aumentato di circa un terzo, il consumo di carne è raddoppiato …. 821 milioni di persone sono ancora denutrite”. 

Le persone denutrite sono oggi a un minimo storico sia in termini percentuali sulla popolazione mondiale (nel 1960 erano al 42%) sia in valore assoluto (nel 1960 erano 1260 milioni di persone). L’aumento del consumo di carne e altri prodotti alimentari di origine zootecnica (latte, carne, uova, ecc.) è stato provvidenziale per ridurre la sottonutrizione e allungare la vita media della popolazione mondiale. Proprio per questo la zootecnia non dovrebbe essere demonizzata, anche in virtù del fatto che gli animali domestici consumano il 30% dei cereali ma producono il 18% delle calorie e il 25% delle proteine consumate a livello globale. Inoltre l’86% degli alimenti dagli animali domestici non è edibile per l’uomo (es: erba dei pascoli, paglie, sottoprodotti industria agro-alimentare) (Mottet et al., 2017).

  • Sostiene il report WWF: “L’uso di fertilizzanti chimici è aumentato di nove volte” 

Secondo dati di fonte FAO e Chaoqun Lu e Hanqin Tian (2017) i consumi di concimi di sintesi dal 1991 al 2017 sono aumentati di 7,5 volte per gli azotati e di 3 volte per i fosfatici. Pur sussistendo senza dubbio spazio per razionalizzare l’uso di concimi di sintesi, tali aumenti sono spinti in misura significativa dalla necessità di accrescere le produzioni globali delle colture, che dal 1961 ad oggi si sono grossomodo triplicate per i 5 cereali che coprono oltre il 50% del fabbisogno calorico umano (mais, riso, frumento, orzo e sorgo).

  • Sostiene il report WWF: “le aree naturali convertite in agricoltura corrispondono a circa la superficie di tutta l’Europa continentale (esclusa la Russia europea)”.

Dal 1960 ad oggi gli arativi globali sono passati da 1,35 a 1,56 miliardi di ettari (+15%). E’ inoltre chiaro agli analisti più accorti che se si continua a promuovere (come fa il WWF) l'agricoltura biologica, che ha rese per ettaro che sono dal 20 al 70% in meno di quelle dell'agricoltura convenzionale e integrata, l'espansione delle superfici ad arativo nei prossimi anni sarà inevitabile e colpirà soprattutto boschi e praterie naturali.

  • Sostiene il report WWF: “con un consumo idrico per l’irrigazione pari al 70% del consumo umano totale di acqua dolce.”

Oggi la superficie irrigua è pari al 20% degli arativi totali e produce il 40% della produzione agricola totale. Si segnala inoltre che l’acqua irrigua non è da considerare sprecata perché rimpingua le falde e ritorna all’atmosfera con l’evapotraspirazione. L’importante è che l’acqua venga restituita non inquinata da nitrati e fitofarmaci e su questo disponiamo di tecniche irrigue e di gestione della concimazione innovative e molto efficaci.

  • Sostiene il report WWF: "lo spreco alimentare pro capite è aumentato del 40% e corrisponde attualmente al 25-30% del cibo prodotto.”

Secondo una recente indagine triennale condotta dal CREA su un campione di 1142 famiglie, rappresentativo del contesto italiano, lo spreco è ammontato a 399 kg di cibo a settimana¹, pari al 4,4% del peso del cibo acquistato, con un valore monetario totale dei prodotti alimentari sprecati di 1.052 euro , pari al 3,8% della spesa alimentare del campione (Fershplaza, 2021). Si tratta di valori che possiamo ritenere del tutto fisiologici e che legano lo spreco più rilevante agli effetti negativi sulla produzione che hanno parassiti, patogeni e malerbe.

  • Sostiene il report WWF: “Le sempre più frequenti notizie provenienti da ogni angolo del globo che raccontano di incendi, tornado o alluvioni sono terribili”
Secondo dati dell’Università di Lovanio (Alimonti et al., 2022) il numero di eventi meteo-climatici estremi a livello mondiale è stazionario o in lieve calo dal 2000, dopo un periodo di crescita dovuto non tanto all’aumento degli eventi estremi ma alle aumentate capacità di monitoraggio degli stessi. Sono inoltre in calo il numero di incendi boschivi e le superfici percorse dal fuoco sia a livello globale (NASA Earth observatory, 2019), sia a livello europeo ed italiano (UE-Effis, 2020).
  • Sostiene il report WWF: “Le avversità climatiche hanno determinato un calo della produzione italiana di riso del 10%

Secondo dati Ente Risi (che sono estremamente accurati dato il controllo esercitato dall’ente sull’intera filiera) Il calo della produzione italiana rispetto all'annata 2020, che era stata molto buona, è lieve (-4,1% e non -10%) (Informatore Agrario).

  • Sostiene il report WWF: l’agricoltura biologica rappresenta oggi una risposta concreta rispetto alle politiche di mitigazione e adattamento”.

Sul piano ambientale l'agricoltura biologica è palesemente insostenibile sul piano ambientale a scala globale, europea ed italiana. Ciò in quanto tale agricoltura produce del 20 al 70% in meno per ettaro a seconda della coltura rispetto all’agricoltura convenzionale e integrata, per cui la sua generalizzazione richiederebbe il doppio della terra, da reperire ai danni di boschi e praterie naturali. Ci stupisce che il WWF avvalli e perori una tale prospettiva, che l’Unione Europea ha dal canto suo adottato con il Farm to Fork (Fontana e Mariani, 2020; Ferrero et al., 2021).

Potrei proseguire a lungo con questo esercizio di commento ma qui mi fermo, vuoi per non tediare il lettore vuoi perché l’utilità del lavoro da me condotto è dubbia alla luce del fatto che le imprecisioni e le falsità contenute nel report WWF sono già state ampiamente divulgate dai media, producendo così il loro danno: www.corriere.it.

 


¹ Il che equivale a uno spreco annuo di 18,2 kg per famiglia (52*399/1142).
 
 

Ringraziamenti

Ringrazio gli amici Pierluigi Navarotto e Giuseppe Bertoni per avermi segnalato alcuni refusi presenti nel testo.

 

Bibliografia

Alimonti G., Mariani L., Prodi F., Ricci R,A,, 2022. A critical assessment of extreme events trends in times of global warming, Eur. Phys. J. Plus, (2022) 137:112 https://doi.org/10.1140/epjp/s13360-021-02243-9.

Chaoqun Lu e Hanqin Tian, 2017. Global nitrogen and phosphorus fertilizer use for agriculture production in the past half century: shifted hot spots and nutrient imbalance, Earth Syst. Sci. Data, 9, 181–192, 2017

Fershplaza, 2021. Spreco alimentare: primo studio italiano dettagliato

https://www.georgofili.info/contenuti/spreco-alimentare-primo-studio-italiano-dettagliato/15852

Fontana G. e Mariani L., 2020. Farm to fork – un documento d’indirizzo che non concilia i mezzi con i fini, su Agrarian Sciencies, https://agrariansciences.blogspot.com/2020/06/farm-to-fork-un-documento-dindirizzo.html (pubblicato su XXI secolo n. 2/2020 pp 6-9)

Ferrero A., Barozzi F. e Mariani L., 2021. Strategie farm to fork e biodiversita dell’UE - impatto economico, ambientale e sulla sicurezza alimentare https://www.agrariansciences.it/2021/09/strategie-farm-to-fork-e-biodiversita.html

Krausmann et al. 2013. Global human appropriation of net primary production doubled in the 20th century, June 18, 2013 vol. 110 no. 25

Mottet A. et al. 2017. Livestock: on our plates or eating at our table? A new analysis of the feed/food debate, Global food security, Volume 14, September 2017, Pages 1-8.

Sitch, S., et al. 2015. “Recent trends and drivers of regional sources and sinks of carbon dioxide.” Biogeosciences 12:653–679. http://www.biogeosciences.net/12/653/2015/

Tubiello et al., 2015. Global greenhouse gas emissions from agriculture, forestry and other land use activities: recent trends and updates Agriregionieuropa anno 11 n°41, Giu 2015

NASA Earth observatory, 2019. Building a Long-Term Record of Fire https://earthobservatory.nasa.gov/images/145421/building-a-long-term-record-of-fire

UE-EFFIS, 2020. Forest Fires in Europe, Middle East and North Africa 2019, https://ec.europa.eu/jrc/en/news/forest-fires-threaten-europe-s-nature-world-suffers-worst-year-record.

 


LUIGI MARIANI
Agronomo libero professionista con lunga esperienza nella modellazione matematica dell’agroecosistema. Direttore del Museo Lombardo di Storia dell’Agricoltura e vicepresidente della Società Agraria di Lombardia, attualmente insegna Agronomia all’Università degli studi di Brescia e Storia dell’Agricoltura all’Università degli Studi di Milano, dopo essere stato a lungo docente di Agrometeorologia.

4 commenti:

  1. Alberto Guidorzi28 febbraio 2022 17:36

    Che cala è il trend di aumento della produttività media, ma non la produttività in senso assoluto. Il che non permette di gridare al disastro, perchè la disponibilità di cibo comunque aumenta.

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  2. Loris Groppo2 marzo 2022 13:57

    Grazie professore. Rispondere alla solita montagna di menzogne (sul web è da tempo diventata famosa un'espressione più colorita) non è facile, ma bisogna provarci. Lei ha le qualità per farlo e per questo le rivolgiamo tutta la nostra gratitudine.
    Lei rimane un punto di riferimento fondamentale. Continui così.

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  3. Sono quattro cretini sfaccendati che popolano le t.v. e riescono a determinare scelte politiche nefaste

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  4. Luigi dall'anese24 maggio 2022 19:57

    Troppi ignoranti popolano le televisioni e creano allarmismi invece di portare soluzioni ai veri problemi

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