domenica 19 luglio 2026

LA SICCITÀ METEOROLOGICA DEL 2026 SUL NORD ITALIA

Analisi di serie storiche secolari riferita all’anno idrologico in corso e aggiornata al 30 giugno 2026

di LUIGI MARIANI e  GIANNI OMODEO




A partire dal 2022, anno particolarmente siccitoso per il Nord Italia, abbiamo dato inizio alla raccolta di serie storiche secolari di dati pluviometrici mensili riferiti all’area italiana. Attualmente disponiamo dei dati relativi ad osservatori storici siti in 29 località italiane e nelle due città elvetiche di Lugano e Basilea (tabella 1). Tutte le località in esame dispongono di almeno un secolo di dati, con le eccezioni di Frascati, la cui serie ha inizio nel 1945, Brindisi, che ha inizio nel 1952 e Urbino che ha inizio nel 1938.
Si noti inoltre che i dati considerati sono stati attinti fin dove possibile dalle serie pluviometriche degli osservatori storici mentre negli anni più recenti sono stati in vari casi utilizzati dati prodotti da stazioni appartenenti a reti meteorologiche operative e prossime agli osservatori storici considerati. La tabella 1 evidenzia anche che il numero di stazioni con serie secolari al centro-sud è ridotto e sarebbe auspicabile un suo incremento, per cui è il benvenuto ogni eventuale suggerimento o contributo in termini di dati da parte di coloro che leggono questa nota.


L’analisi condotta si riferisce ai cumuli di precipitazioni registrati nell’anno idrologico in corso (il 2025) per l’arco temporale di 9 mesi 1 ottobre 2025 – 30 giugno 2026, confrontate con le medie secolari (1925-2024) per lo stesso arco temporole. Per le stazioni che dispongono di meno di un secolo di dati (Frascati, Brindisi e Urbino) la media è riferita all’intera serie disponibile.
Si noti che l’anno idrologico rispetto all’anno solare ha il grande vantaggio di iniziare il primo di ottobre, il che consente di monitorare le precipitazioni cadute a partire dalla data in cui mediamente inizia la ricarica del sistema idrologico dopo la fase siccitosa estiva.

Le anomalie riscontrate nell’anno idrologico 2025

La figura 1 riporta gli scostamenti percentuali delle 31 stazioni considerate, spazializzati utilizzando l’algoritmo di kriging di Surfer basato su un semivariogramma lineare. L’elemento più rilevante che emerge è la presenza di un’area colorata in arancio in cui le precipitazioni sono risultate di oltre il 20% inferiori alla norma. 



Figura 1 – Anomalia percentuale delle precipitazioni totali fin qui registrate nell’anno idrologico 2025 ottobre 2025 – 30 giugno 2026) rispetto alla media secolare 1925-2024. Per ogni serie storica sono riportati gli scostamenti percentuali positivi o negativi. I colori sono frutto della spazializzazione dei dati.

Si nostri che tale area interessa la Val d’Aosta, gran parte del Piemonte, la Lombardia e gran parte del Triveneto, convolgendo dunque il bacino del Po e dell’Adige e dei loro affluenti ed interessando i bacini imbriferi dei grandi laghi prealpini e cioè i grandi serbatoi che stabilizzano il sistema idrico del Nord Italia. Emerge anche un nucleo di anomalia negativa più rilevante per le stazioni di Oropa (-43%) e Lugano (-40%), evidenziato in rosso.
Si osservi inoltre che l’anomalia negativa pare avvolgere l’intero massiccio alpino estendendosi anche a Nord delle Alpi, come evidenzia il dato di Basilea (-23%).
La situazione al Centro-Sud appare invece assai più tranquillizzante con valori che nella maggior parte dei casi risultano nella norma (aree in verde) o al di sopra della stessa (aree in azzurro). La causa dell’anomalia precipitativa negativa è da ricercarsi nella circolazione atmosferica sinottica come si può cogliere osservando la carta del livello barico di 850 ettopascal (figura 2), che nel periodo 1 gennaio - 30 giugno 2026 si è mediamente caratterizzata per un promontorio dell’anticiclone delle Azzorre proteso verso l’arco alpino e l’Europa centro-orientale. 


Figura 2 – Carta media del livello barico di 850 ettoPascal per il periodo 1 gennaio - 30 giugno 2026 per l’areale europeo. Si noti il promontorio dell’Anticiclone delle Azzorre espanso verso l’Europa Centro Orientale ad interferire con il transito delle perturbazioni atlantiche.

La carta in figura 3 mostra invece la norma (media 1991-2020) che vede l’arco alpino e l’Europa Centrale interessati da un regime di correnti occidentali.



Figura 3 – Carta media trentennale 1991-2020 (normale climatica) del livello barico di 850 ettoPascal per l’areale europeo riferita al periodo 1 gennaio - 30 giugno. La circolazione sull’Europa Centrale presenta una più marcata componente occidentale, il che si rivela favorevole al transito delle perturbazioni atlantiche.

Le conseguenze per l’agricoltura sono rilevanti in quanto in assenza di precipitazioni vi è il rischio concreto di interruzione del rifornimento idrico per le colture estive, con danni che in primis si dovrebbero manifestare per le colture del riso e del mais, la cui produttività è strettamente legata alla disponibilità di acqua irrigua. Si tenga infine conto che la criticità della situazione al Nord è enfatizzata dall’anomalia termica positiva dell’estate 2026 che mantiene al di sopra della norma i consumi idrici evapotraspirativi delle colture.


Ringraziamenti

Si ringraziano gli enti che hanno messo a disposizione le serie storiche pluviometriche mensili e gli amici che hanno condiviso i loro dati.






Luigi Mariani

È Direttore del Museo di Storia dell'Agricoltura e Vicepresidente della Società Agraria di Lombardia.




Gianni Omodeo

Agronomo, già proprietario ed imprenditore agricolo della propria azienda e amministratore e di altre. Consulente tecnico d'ufficio del Tribunale di Milano. Da qualche anno in pensione, appassionato di meteorologia e della costruzione di piccoli laghi artificiali ai fini irrigui ed idroelettrici.

 

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